Coronavirus, Papa pensa ai senza casa: accogliamoli

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Città del Vaticano, 31 mar. (askanews) - "Preghiamo oggi per coloro che sono senza fissa dimora, in questo momento in cui ci si chiede di essere dentro casa. Perché la società di uomini e donne si accorgano di questa realtà e aiutino, e la Chiesa li accolga". Ancora un pensiero all'emergenza coronavirus e, soprattutto, a coloro che sono più in difficoltà in questo momento da parte di Papa Francesco nel corso della messa mattutina celebrata, sempre in streeming, dalla cappella di Casa Santa Marta dove risiede.

Commentando le letture proposte ai fedeli dalla odierna liturgia di Quaresima, il Papa ha ripreso l'immagine del serpente, per gli antichi immagine di morte come nel libro biblico dell'Esodo, e della salvezza per l'uomo che viene dal Cristo. "Il serpente certamente non è un animale simpatico: sempre è associato al male. Anche nella rivelazione il serpente è proprio l'animale che usa il diavolo per indurre al peccato. Nell'Apocalisse si chiama il diavolo "serpente antico", quello che dall'inizio morde, avvelena, distrugge, uccide", ha spiegato Francesco. "Gesù innalzato: sulla croce. Mosè fa un serpente e lo innalza. Gesù sarà innalzato, come il serpente, per dare la salvezza. - ha poi aggiunto - Ma il nocciolo della profezia è proprio che Gesù si è fatto peccato per noi. Non ha peccato: si è fatto peccato".