Coronavirus, Parisi: ora comunicazione sobria

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Roma, 4 mar. (askanews) - "In queste settimane difficili abbiamo assistito ai limiti di chi è al vertice politico del nostro Paese, limiti che hanno causato un grave danno di immagine. Non avendo predisposto protocolli di comportamento sulla base delle epidemie degli ultimi anni, il Paese si è trovato impreparato di fronte all'emergenza sanitaria. L'impressione è che la comunicazione istituzionale sia stata dettata più dai consulenti del web che dal senso di responsabilità. Non si aumenta il proprio consenso generando ansia e garantendo protezione. Chi si sta occupando di questa emergenza, è chiaro che in questa fase è impegnato ventiquattro ore al giorno, ma sta facendo il suo lavoro, non è un eroe". Così Stefano Parisi, segretario nazionale di Energie per l'Italia, intervenendo durante la seduta straordinaria del consiglio regionale del Lazio dedicata all'emergenza Coronavirus. "L'enorme danno economico che si sta generando - prosegue Parisi - è derivato più dalla paura che dal reale effetto del virus. Se le misure di prevenzione generassero più danni del virus stesso, avremmo fatto un disastro. L'epidemia nel Lazio non è ancora arrivata, abbiamo dunque il tempo per evitare gli errori commessi in altre regioni. Prepariamo le strutture sanitarie in vista di una possibile emergenza, bisogna riarruolare medici in pensione o sollecitare concorsi per incrementare il personale necessario. Procediamo con una comunicazione sobria e razionale evitando comportamenti fuori luogo. Non servono misure più forti, servono misure adeguate. La grave situazione nella quale versano le imprese per effetto del blocco dell'economia non è colmabile con misure fiscali e di dilazione dei pagamenti, che peraltro generano ulteriore debito. La cosa più importante da fare è ridurre al minimo l'impatto sull'economia delle misure preventive e fare in modo che queste durino il meno possibile. Il rischio del fallimento delle imprese e la perdita di posti di lavoro, può avere nel lungo periodo un'influenza molto negativa sulla vita delle persone, effetti analoghi a quelli che rischia di causare il virus", conclude Parisi.