Coronavirus, parla medico affetto da Sla: “Voglio dare un contributo”

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Sta facendo il giro del mondo la storia del medico cinese affetto da Sla che nonostante la malattia continua a lavorare per curare i pazienti colpiti dal coronavirus. Il 57enne Zhang Dingyu è infatti il presidente del Jinyintan Hospital di Wuhan, la città epicentro dell’epidemia che in questo momento ha raggiunto la cifra di 7.818 contagi e 170 decessi, con il primo caso registrato in Finlandia nella giornata del 29 gennaio. Il dottor Dingyu ha raccontato ai giornalisti la propria esperienza all’interno dell’ospedale, dove lavora anche 20 ore di fila pur di riuscire a salvare i pazienti dal virus.

Coronavirus: il medico affetto da Sla

La storia del dottor Dingyu ha avuto inizio lo scorso 29 dicembre, quando nell’ospedale da lui diretto si sono presentati i primi casi di coronavirus. Da allora la situazione è drasticamente peggiorata, con il medico che è costretto a dormire soltanto due ore per notte malgrado la sclerosi laterale amiotrofica da cui è affetto da circa un anno e che inizialmente aveva tenuto nascosta ai suoi colleghi.

Il 57enne ha infatti affermato che i sintomi della malattia degenerativa stanno iniziando a farsi sentire, anche se al primo posto continua ad esserci la salute dei suoi pazienti: “Per me, la Sla è come una spada che pende sulla mia testa. Voglio però dare un contributo con il tempo limitato che mi rimane, anche se le mie gambe stanno cominciando a cedere. Lavoro fino alle due di notte e alle quattro del mattino mi sveglio per rispondere alle telefonate e gestire l’emergenza”.

Anche la moglie contagiata

Lo scorso 19 gennaio inoltre anche la moglie del medico – che lavora nello stesso ospedale come operatrice sanitaria – venne contagiata dal coronavirus, ma fortunatamente essa riuscì in seguito a riprendersi e a guarire completamente grazie alle cure tempestive. Zhang Dingyu è uno delle migliaia di medici che attualmente stanno operando senza sosta per arginare le diffusione del coronavirus, ormai trattato come emergenza nazionale dalle autorità cinesi.