Coronavirus, parroco di Castello d’Agogna celebra messa: denunciato

Coronavirus parroco Castello d'Agogna

L’allarme Covid-19 ha costretto proprio tutti a prendere provvedimenti: chiuse le scuole e le università (con lezioni e lauree telematiche), rinviate le partite e le messe celebrate in streaming. Eppure, nonostante il divieto, dopo l’emergenza Coronavirus l’anziano parroco di Castello d’Agogna ha continuato a celebrare messa. L’ordinanza, tuttavia, vieta le tradizionali messe in chiesa per evitare grandi aggregati di fedeli (aumentando così i rischi del contagio). Don Antonio Lunghi, parroco della cittadina in provincia di Pavia, è stato denunciato.

Coronavirus, il parroco di Castello d’Agogna

A breve compirà 88 anni il parroco di Castello d’Agogna, paese con poco più di mille abitati. Don Antonio è stato denunciato per aver celebrato messa nonostante i divieti imposti alla luce dell’allerta Coronavirus. Una decisione eccessiva agli occhi di molti, soprattutto considerando l’età avanzata del prete, che ora si difende: “Non avevo capito l’ordinanza”. Alla cerimonia ecclesiastica, inoltre, erano presenti solo 8 persone.

Segnalato alla procura il parroco pavese: domenica 1 marzo, infatti, ha celebrato messa nonostante la sospensione di tutte le cerimonie religiose. Alcuni cittadini hanno riferito l’accaduto al sindaco e ai carabinieri, i quali, a loro volta, hanno riportato l’episodio alla magistratura.

Don Antonio è già in pensione, ma dal 1973 è stato parroco a Castello d’Agogna. Molto affezionato alla sua comunità, continua ad aiutare gli altri preti e frequentemente dice messa nel paese. Stando a quanto detto successivamente dal sacerdote, a sua discolpa, non era a conoscenza del provvedimento perché non usa la posta elettronica. Per questo motivo, pare che don Antonio non abbia mai aperto l’e-mail con la quale la Diocesi illustrava le misure da osservare per prevenire la diffusione del virus cinese.