Coronavirus, passeggera sulla Diamond Princess: “Come viviamo in quarantena”

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La nave da crociera Diamond Princess si trova ancora nel porto di Yokohama, a sud-ovest di Tokyo: a bordo ci sarebbero 3.700 passeggeri, 35 dei quali sono italiani. Le persone risultate positive al coronavirus sono salite a 126 (nessun connazionale è infetto): “Ci fanno test febbre ogni 4 ore”, ha scritto una passeggera italiana della Diamond Princess sui social. “Tutto ciò finirà presto. Lo so. Ne sono sicura. Si stanno prendendo cura di noi in modo impeccabile, sia la compagnia di crociera che la sanità giapponese”, ha confessato la donna. Ma come si vive nelle cabine?

Coronavirus, passeggera sulla Diamond Princess

“Questa è la nostra cabina – ha spiegato la passeggera italiana a bordo della Diamond Princess, ferma nel porto giapponese dallo scorso 4 febbraio a causa dell’epidemia di coronavirus -. Ci hanno portato delle salviettine disinfettanti. Ci portano acqua e tanto cibo. Facciamo il bucato in camera mentre là fuori ci sono decine di ambulanze che aspettano: a bordo ci sono altre (66 ndr.) persone positive al Coronavirus”. Tra queste, però, non ci sono italiani. Sono 45 giapponesi, 11 americani, 4 australiani, tre filippini, un canadese e un ucraino le persone risultate positive ai test. In totale a bordo sono 136 le persone contagiate.

La donna ha poi chiarito la situazione a bordo con un messaggio sui social: “Ogni anima su questa nave è provvista di un termometro personale da usare e auto testarsi ogni 4 ore informando subito l’equipe medica, nel caso in cui la temperatura corporea superi i 37,5 gradi”. Il racconto prosegue: “La nave continua a ricevere ininterrottamente forniture di ogni tipo tra cibo sicuro, medicinali per uso personale, salviette disinfettanti e maschere da cambiare almeno 2 volte al giorno. Ambulanze, vigili del fuoco, polizia e militari sempre presenti e pronti per ogni evenienza”. Infine, conclude con un messaggio di speranza: “Nella fatale sfortuna, mi sento davvero molto fortunata e mi auguro che il peggio sia passato”.