**Coronavirus: Pd per voto a distanza, contatti con Fico, ma non tutti d'accordo'**

**Coronavirus: Pd per voto a distanza, contatti con Fico, ma non tutti d'accordo'**

Roma, 12 mar. (Adnkronos) – Dopo il nuovo caso di contagio da Coronavirus in Parlamento, quello del questore Edmondo Cirielli di Fdi, il Pd è in pressing perché la Camera adotti la modalità del voto a distanza. Prima Stefano Ceccanti: "Non è un'eresia". Poi Emanuele Fiano, membro Pd in Giunta per il Regolamento. "Credo che la Presidenza della Camera debba esaminare con consapevolezza la possibilità del voto a distanza dei parlamentari". E, a quanto si apprende, sono in corso contatti in questo senso tra il capogruppo dem Graziano Delrio e il presidente Roberto Fico.

Tuttavia, la posizione del Pd non è condivisa da tutti i gruppi. Divergenze emerse anche nell'ultima riunione della Giunta del Regolamento, lo scorso 4 marzo, con il presidente Fico. Simone Baldelli di Forza Italia, membro della Giunta, mantiene le sue perplessità: "In via generale la prudenza su certe proposte è d'obbligo. È bene salvaguardare i fondamentali delle istituzioni, evitando di agire sull'onda dell'emotività -dice Baldelli all'Adnkronos- col rischio di aprire strade da cui poi potrebbe essere difficile tornare indietro. Questa è la mia convinzione e l'ho espressa anche nell'ultima riunione della Giunta. Ho registrato prudenza anche dai 5 Stelle".

Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla Camera e membro della Giunta, ha un atteggiamento più 'laico' e si rifà alla Costituzione: "Che ne penso? Che in aula si deve presenti ai sensi dell’articolo 64 comma 3 della Costituzione. Senza una modifica costituzionale in aula non è possibile voto a distanza". Insomma, sarebbe incostituzionale, dice il capogruppo di Leu all'Adnkronos. Per Baldelli semmai, per evitare la questione del numero legale, si potrebbe immaginare "una modifica del regolamento che permetta il voto per alzata di mano anche sulle votazioni finali, come al Senato. È bene ricordarsi -aggiunge- che si chiama Parlamento e non 'votamento' perché il voto è solo uno degli aspetti della funzione parlamentare". Anche il dem Fausto Raciti si schiera per non chiudere il Parlamento: "Serve presidio delle istituzioni. Serve, piaccia o meno ai teorici della nostra inutilità, che più parlamentari possibili siano in condizione di votare. E di discutere. Ci si metta subito al lavoro con una commissione speciale per trovare queste forme e questi modi al più presto".