Niccolò è atterrato in Italia: “Chi poteva pensare che sarebbe finita così?”

aereo niccolò wuhan

L’aereo di Niccolò, il 17enne rimasto bloccato a Wuhan per coronavirus è rientrato in Italia alle 7:40 si sabato 15 febbraio. La notizia è stata diffusa dalla Farnesina, dopo che l’aereo militare giunto in Cina era rimasto bloccato dalle autorità di Pechino. Da quanto si apprende, infatti, non ci sarebbero stati slot liberi per l’atterraggio del KC-767 dell’Aeronautica Militare nell’aeroporto cinese. Niccolò era rimasto a terra già due volte a causa di alcuni sintomi febbrili. La prima volta non era potuto salire sul volo di rientro dei 56 connazionali perché bloccato dai controlli aeroportuali cinesi. In seguito, anche tramite ponte aereo con l’Inghilterra non era riuscito ad arrivare in Italia.

Niccolò in Italia: le prime parole

Il volo che riporterà Niccolò a casa è partito nella giornata di venerdì 14 febbraio dall’Italia, per poi tornare in patria il giorno successivo. L’intera operazione è stata coordinata dal Ministero degli Esteri (nello specifico dall’Unità di Crisi), da quello della Difesa e da quello della Salute, con la collaborazione della Protezione Civile. Ventisei ore di viaggio di ritorno nel quale Nicolò sarà accolto da solo nel ventre dell’aereo, assistito dai sanitari. Lo stesso velivolo, con le stesse procedure, era stato utilizzato per rimpatriare gli altri connazionali dalla Cina.

Appena rientrato si è detto amareggiato per aver dovuto lasciare lo scambio di Intercultura che lo aveva portato in Cina. In un’intervista telefonica a Repubblica, infatti, il 17enne di Gradi ha raccontato: “Sono un po’ amareggiato perché ho dovuto interrompere il percorso di studi che avevo iniziato in Cina grazie a Intercultura. È un bellissimo progetto, chi poteva pensare che sarebbe finita così? Però almeno non dovrò perdere l’anno scolastico”.

Sono contentissimo – aveva però confessato il ragazzo -, soprattutto perché stavolta, dopo due tentativi, so che partirò. Non vedo l’ora di rivedere la mia Grado, anche se so che a Roma dovrò fare la quarantena. Ma, insomma, il peggio è passato“. Poi, parlando del viaggio ha confessato anche di non aver avuto paura nonostante i momenti di difficoltà: “Nelle lunghe ore di attesa mi ripetevo ‘stai calmo, stai calmo, stai calmo’, cercando di non perdere il controllo. Però ero in contatto con i miei genitori, i miei amici, lo staff della onlus Intercultura, e questo mi ha aiutato. Così come devo ringraziare la nostra ambasciata, che mi è stata sempre vicina e non mi ha fatto sentire né solo né abbandonato”. Niccolò ha già assicurato che in Cina “ci tornerò da solo, non più nell’ambito di un programma di scambio culturale”.

Luigi Di Maio accoglie Niccolò

Ad attendere Niccolò a Pratica Di Mare era presente anche il ministor degli Esteri Luigi Di Maio, che sui social annuncia: “Appena atterrato il volo che ha riportato Niccolò in Italia. Bentornato a casa!”.

Pechino ferma l’aereo per Niccolò

Niccolò, lo studente friulano era rimasto bloccato a Wuhan: doveva tornare in Italia venerdì 14 febbraio ma da Pechino l’aereo di rimpatrio era rimasto a terra. Le autorità cinesi, infatti, avevano dichiarato di non avere alcuno slot disponibile all’aeroporto per permettere l’atterraggio del KC-767 della Difesa italiana.

Una storia che sembrava non avere fine: già per due volte il ragazzino era rimasto bloccato nella città epicentro del focolaio a causa di un sospetto. In realtà si trattava soltanto di febbre alta. Ora, però, le autorità italiane avevano assicurato che lo faranno rientrare nonostante i suoi sintomi febbrili. Il tutto avverrà non appena l’aereo potrà atterrare in Cina. Una volta arrivato in Italia, comunque, il giovane dovrà affrontare un periodo di isolamento al Celio.