Coronavirus: Penalisti, silenzio su misure emergenza carceri

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Roma, 15 mar. (askanews) - "Due giorni fa abbiamo formalizzato al Ministro, anche con un pubblico appello, la nostra proposta di disporre con decreto legge la prosecuzione della espiazione delle pene inferiori a 24 mesi in regime di detenzione domiciliare, misura che potenzialmente libererebbe il carcere da almeno 16mila detenuti, restituendo così la capienza dentro i limiti della legalità costituzionale, della decenza e della governabilità sanitaria. Ieri abbiamo inviato la nostra proposta, giudicata ragionevole anche da pubbliche dichiarazioni di magistrati di sorveglianza, a tutti i parlamentari della Repubblica. La risposta, fino ad ora, è stata il silenzio, e non solo da parte del Ministro, il quale d'altronde esprime la posizione populista e carcerocentrica da sempre rivendicata dal movimento politico cui appartiene". Lo dichiara il Presidente delle Camere Penali Italiane Gian Domenico Caiazza.

"Cosa ne pensano - prosegue Caiazza - i partner di governo, cioè Partito Democratico, Italia Viva e LEU? Essi fanno propria quella posizione, quella idea ossessiva del carcere come epicentro intangibile della pena, perfino di fronte ad una emergenza sanitaria epocale? Troppo comodo nascondersi dietro il giustizialismo dei 5 Stelle e del Ministro. Dicano quei partiti di maggioranza, che solo qualche anno fa avevano lanciato la felice stagione degli Stati Generali della Esecuzione penale, la propria opinione su quella nostra proposta senza più equivoci. Si o no? E se la risposta è no, dicano perché".