Coronavirus: perché le terapie intensive sono così piene?

Coronavirus terapie intensive

L’emergenza coronavirus ha causato la saturazione di diverse terapie intensive degli ospedali lombardi, che soffrono di carenza di posti letto e sono preoccupati da un’escalation dei contagi. Renata Colombi, medico operante a Bergamo, ha provato a spiegare perché questi reparti sono così intasati.

Coronavirus, terapie intensive piene: perché?

Il motivo principale per cui accade è che quella provocata dall’infezione in questione è una polmonite che dura due o tre settimane e non sette giorni come quella batterica. Questo vuol dire che il tempo di permanenza all’interno del nosocomio si allunga e non si riesce a garantire un ricambio. L’esperta ha sottolineato che il decorso va dai dieci ai venti giorni, ma per gli anziani e i pluripatologici potrebbe essere più lungo.

Ciò causa il fatto che i reparti, che già non contano moltissimi posti letto per la complessità dei macchinari che ospitano, devono tenere i pazienti sotto osservazione per diverso tempo. Un periodo che impedisce l’afflusso di nuovi infetti e potrebbe mandare in tilt le strutture ospedaliere per l’impossibilità di garantire un ricovero a tutti.

A denunciare questa situazione erano stati in particolare i medici di Lodi e di Cremona, che avevano lamentato di essere stati costretti a trasferire i pazienti in altre strutture. Per ovviare a questo problema Regione Lombardia ha stanziato 40 milioni per l’acquisto di caschi respiratori. Gli strumenti, portatili e semplici da usare, andrebbero a sostituire l’intubazione nelle terapie intensive in modo da lasciare quei posti soltanto ai malati più gravi.