Coronavirus, perché tutti fanno incetta di carta igienica?

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Roma, 23 mar. (askanews) - C'è una cosa - scrive il sito Londra'Italia, che accomuna tutti i paesi in questa emergenza sanitaria legata al coronavirus: la corsa all'acquisto, o panic buying a dirla all'inglese. Ma se in alcuni casi è giustificabile l'assalto agli scaffali di pasta, latte, farina, uova, acqua insomma ai generi alimentari per un disperato senso di avere la dispensa sempre piena in questo periodo di isolamento di massa, dall'altro non è comprensibile ai più l'acquisto di carta igienica in grandi quantità.

Tanto che sono ormai all'ordine del giorno zuffe, alcune volte anche non solo verbali, tra clienti proprio davanti gli scaffali di prodotti per l'igiene intima per accaparrarsi l'ultima confezione, o di rotoli incatenati nel verso senso della parola nei bagni dei parchi pubblici diventati oggetto di furto (foto di lato).

Perché tutto questo? In tanti se lo domandano, ma nessuno effettivamente sa darsi una risposta… seria. Noi abbiamo interpellato il professor Andreas Kappes titolare della cattedra di psicologia di massa alla City University of London.

"La carta igienica è un simbolo di sicurezza - ci ha spiegato Kappes -. In un momento di forte stress, come questo che stiamo vivendo dettato dall'emergenza covid-19, le persone desiderano ardentemente fare cose che le facciano sentire sicure per superare una incompletezza o vulnerabilità percepita. Più spesso, questi atti hanno un valore simbolico e potrebbero non avere senso dall'esterno. Nel Regno Unito, per una minoranza di persone, la carta igienica sembra simboleggiare la sicurezza, potenzialmente per la sua associazione con il concetto di pulizia e igiene".

Grazie all'analisi più scientifica appare ora chiaro perché in tantissimi sembrano essere diventati pazzi per la carta igienica, dove con il termine pazzia vogliamo intendere quel panic buying ormai diventato fenomeno quotidiano non solo a Londra o nel Regno Unito, ma più in generale nei paesi al centro della pandemia.

Una spiegazione che infatti trova riscontro in qualsiasi contesto avvenga l'acquisto di massa in momenti di emergenza sanitaria. Come ad esempio in Italia dove prima la pasta, e ora farina e lievito acquistati in gran quantità, offrono alle persone del Belpaese un senso di conforto dettato da quel background culturale dove il cibo, per ogni italiano che si rispetti, non è semplice oggetto di nutrimento ma sinonimo di cultura e benessere. O anche negli Stati Uniti dove, dopo l'annuncio del presidente Donald Trump dell'epidemia in atto, c'è stata una corsa all'acquisto di armi da parte di una parte degli americani che appagano in questo maniera il loro senso di sicurezza.

Infine, una spiegazione che vale anche per gli olandesi dove negli ultimi giorni è stato registrato un notevole aumento dell'acquisto di cannabis ideale, secondo parte di loro, per crearsi quella comfort zone per superare con meno stress il lungo periodo di autoisolamento che li attende.

"Ciò che rafforza anche la tendenza all'acquisto di massa di determinati prodotti - aggiunge il professor Andreas Kappes - è anche il fatto che le persone vedono gli altri, nella vita reale o sui social o attraverso i mezzi di informazione, rifornirsi ad esempio di carta igienica, e in loro scatta un campanello che forse è un qualcosa da fare perché potrebbe tornare utile nell'imminente futuro. Immaginatevi che tutte le persone intorno a voi inizino improvvisamente a correre verso l'uscita dell'edificio in cui vi trovate; come prima azione di certo non vi fermate a capire o chiedere se ha un senso che tutti corrano via, iniziereste semplicemente a correre senza capire perché lo state facendo. Allo stesso modo, la carta igienica è socialmente contagiosa: le persone ne acquistano molto più del solito senza chiedersi perché lo stanno facendo".