Coronavirus, Pippo Franco: come ai tempi dei bombardamenti

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Roma, 15 mar. (askanews) - "Io questo film l'ho già visto perchè quando sono nato io c'erano i bombardamenti. A casa nostra vivevamo in 12 in un appartamento e non ci mancava nulla. Quando suonavano le sirene, andavamo in una cantina del palazzo e lì non ci si sedeva a tavola a mangiare perchè da mangiare non c'era. C'era l'abitudine a sopravvivere e noi eravamo felici, i bambini continuavano a giocare". Lo ha detto nel corso di una intervista l'attore Pippo Franco, intervenuto ai microfoni di Gianluca Fabi su Radio Cusano Campus.

"Questa situazione deve farci rimettere la vita umana al centro dell'esistenza. L'esteriorità aveva preso il sopravvento sull'interiore e sulla riflessione. In questo periodo rifletto su quello che accade, ad esempio sul perchè nei posti di comando non ci siano dei medici, come Guido Bertolaso. Oggi tutti i programmi di gossip e sciocchezze hanno chiuso perchè cerchiamo informazioni e conoscenza. Quando finirà questa situazione credo sarà difficile che si riprenderanno ad identificare la vita con cose tipo l'aperitivo".

Nonostante l'isolamento domestico, niente peccati di gola. "Io faccio parte di quelli che seguono un'alimentazione corretta -ha detto ancora Pippo Franco - Mangio in un altro modo tenendo conto dell'acidità metabolica. Ci sono tante culture in proposito, io sono appassionato di sapori naturali, pur apprezzando gli chef che ogni tanto ci consentono di sconfinare. La morigeratezza a livello alimentare fa parte del mio stile di vista". (Segue)