Coronavirus, polemiche a Venezia sul pranzo studentesco “anti psicosi”

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Mentre il governo italiano e organizzazioni internazionali come l’Oms lanciano appelli affinché vengano rispettate le regole di prevenzione contro il coronavirus (tra cui evitare gli assembramenti di persone in spazi ristretti) un gruppo di studenti universitari di Venezia ha deciso di andare controcorrente e di organizzare un pranzo sociale contro la psicosi collettiva che a loro dire ha contagiato gran parte della popolazione italiana. Com’era facilmente intuibile però, sono subito fioccate le polemiche per quello che a molti è parso un gesto di pura incoscienza.

Coronavirus, pranzo studentesco anti psicosi

Nel post ufficiale pubblicato sulla pagina del Coordinamento Studenti medi Venezia-Mestre si possono leggere le motivazioni che hanno spinto i ragazzi a organizzare l’iniziativa: “Con la chiusura di tutte le biblioteche e di altri spazi di socialità, infatti, non abbiamo né spazi di convivialità né luoghi per poter studiare. Con la giornata di oggi siamo riusciti a dare una risposta forte e chiara: davanti alla psicosi collettiva che si sta affermando in questi giorni, noi ci organizziamo e ci troviamo continuando il nostro percorso”

Nonostante si trovassero in una città che – secondo gli ultimi rapporti ufficiali – ha un bilancio di 82 contagi da coronavirus, gli studenti del coordinamento hanno voluto ugualmente radunarsi tutti insieme all’interno di spazi ristretti per manifestare il loro no alla psicosi da coronavirus: “In un mondo che ci vuole chiusi in casa, uscire è un atto rivoluzionario”. Atto rivoluzionario che tuttavia in molti hanno interpretato come gesto di assoluta irresponsabilità.

Le critiche sui social

Non sono infatti mancate vigorose polemiche sull’iniziativa dei giovani universitari, accusati di non rendersi conto dei rischi che può comportare un tale assembramento di persone. Tra i commenti sotto al post si possono trovare messaggi come: “Ridicoli. Siete un insulto all’intelligenza minima! Col vostro fare sconsiderato mettete a rischio la salute di migliaia di persone nonché prendete in giro il sistema sanitario nazionale che vi deve poi curare. Vergogna”, ma anche: “L’unico atto rivoluzionario per l’italiano medio sarebbe quello di seguire le regole per una volta! Andreste denunciati.

Alle critiche subite arriva dopo poco anche la replica degli studenti veneziani, che rispondono con abbondanti dosi di tradizionale benaltrismo: “Ma con i centri commerciali aperti, con milioni di persone che vanno a lavorare ogni giorno, la tua più grande preoccupazione di fronte al contagio sono 40 persone che mangiano assieme? Consigliamo di rivalutare le tue preoccupazioni, o che perlomeno siano coerenti”.