Coronavirus, Polverini: non passare da un estremo all'altro

Pol-Afe

Roma, 28 feb. (askanews) - "Oltre ad essere presidente ero anche commissario della sanità del Lazio e vorrei dire ai cittadini che quando capita un evento straordinario senti tutta la responsabilità nei confronti dei cittadini, ancora più del solito, quindi è comprensibile che all'inizio ci sia stato un allarme tra i governatori. Ciò che è stato fatto è assolutamente nella norma. Dopodichè è evidente che l'economia ne ha risentito e oggi si stanno cercando di stemperare i toni. Certo è che non si può passare da un estremo ad un altro. Forse un po' di allarmismo c'è stato anche da parte dei media". Lo ha detto Renata Polverini, deputata di Forza Italia, a Radio Cusano Campus.

Per quanto riguarda l'ipotesi di governissimo istituzionale, secondo Polverini "non è il momento di pensare a questo. Oggi bisogna ragionare sui temi, a cominciare dal Coronavirus, ma quando ne usciremo rilanciare l'economia. Non è che possiamo cambiare un governo ogni 3-4 mesi, lo ha detto anche il Presidente della Repubblica. Non vedo spiragli per un governo istituzionale, vedo invece una classe politica che affronti con responsabilità questa emergenza e poi collabori per rilanciare l'economia. Dobbiamo dirci le cose come stanno, noi adesso ce la stiamo prendendo col governo perché forse ha esagerato in strumenti, organizzazione, divieti, però dobbiamo dirci che il primo a lanciare l'allarme forte è stato Matteo Salvini e forse ha indotto il governo a prendere misure eccessive. Molto spesso facendo demagogia, cercando solo di dimostrare che il governo è incapace, si spinge a volte il governo a commettere degli errori o a prendere misure eccessive".

A proposito della sua posizione in Forza Italia, Polverino sottolinea che "nell'ambito di Forza Italia c'è un allargamento di colleghi che riflettono sul fatto che il partito non è più così in linea con le esigenze del Paese e degli elettori visto che siamo passati dal 18 al 5%. Non sono più isolata quindi in questa riflessione. Parliamo a un mondo che non c'è più, non siamo in grado di dare quella protezione che gli elettori ci chiedono. Dopodichè io penso che siamo tutti responsabili da qualche ora, dobbiamo mandare avanti la legislatura perché nei momenti drammatici che il Paese sta vivendo non ci si può mettere in campagna elettorale. Non è il momento di andare a votare, ma di richiamare le persone alla responsabilità e dare al Paese speranza per il futuro".