Coronavirus, "portare fuori il cane rientra in situazioni necessità"

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"Uscire per portare fuori il cane rientra nelle ’situazioni di necessità’". A chiarire definitivamente i dubbi degli italiani dopo l’entrata in vigore del decreto che limita gli spostamenti per arginare il contagio da coronavirus, è il presidente della Lav Gianluca Felicetti. "Le nostre indicazioni, nel rispetto del decreto nazionale e delle ordinanze locali, attestano la liceità dello spostamento nell’interesse di uno o più animali". Non solo infatti è lecito uscire con il cane per l’espletamento dei bisogni fisiologici dell'animale ma anche spostarsi cambiando Comune o provincia in caso di necessità mediche dell’animale, che si tratti di un intervento chirurgico o di acquistare cibo veterinario specifico dove non è possibile reperirlo nelle vicinanze "anche se in questo caso – suggerisce Felicetti – è sempre bene farsi trasmettere il certificato veterinario e portarselo dietro insieme all’autocertificazione".  

Negli "spostamenti per situazioni di necessità – aggiunge il presidente Lav - ricadono anche quelli di un cittadino o un volontario che si occupa di una colonia felina, anche se non riconosciuta, o di cani di quartiere. In tutti questi casi, sempre rispondendo al principio di limitazione (ovvero andare magari una sola volta al giorno), ci si può spostare perché non facendolo si incorrerebbe nel reato di omissione di assistenza animale".  

Proprio per fare chiarezza la Lav a messo a disposizione sul proprio sito la nota giuridica del proprio ufficio legale scaricabile insieme al fac simile del foglio di autocertificazione richiesto per gli spostamenti.