Coronavirus, positivo il carabiniere Giangrande: ferito a Palazzo Chigi nel 2013

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Era rimasto gravemente ferito in un attentato davanti a Palazzo Chigi il 28 aprile del 2013. Oggi, a sette anni di distanza, il carabiniere Giuseppe Giangrande è stato nuovamente ricoverato, questa volta per un’infezione da coronavirus. Il maresciallo si trova nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Careggi di Firenze, in buone condizioni di salute.

Il carabiniere Giangrande positivo al coronavirus

A divulgare la notizia è stata la figlia del maresciallo, Martina, attualmente in isolamento domestivo. La diagnosi è arrivata “come un fulmine a ciel sereno“, spiega la giovane. “Ora dovrò stargli vicino in modo diverso. Non è intubato e la febbre sta scendendo. A denti stretti mi dico che forse il peggio è passato“.

Tutto è cominciato lunedì 9 marzo, quando “intuendo l’eventualità del pericolo abbiamo ridotto all’osso i nostri contatti”. Poi il sospetto: “Mio padre aveva la febbre ma per lui purtroppo è abbastanza consueta, per via di infiammazioni urinarie. Non immaginavamo che fosse il coronavirus perché non aveva né tosse né raffreddore e nemmeno mal di gola”. A cambiare le carte in tavola è stato il tampone, dall’esito positivo.

L’attentato del 2013

Il nome del carabiniere Giuseppe Giangrande è divenuto noto ai più ben prima del coronavirus, precisamente quando, il 28 aprile 2013, il maresciallo si trovava in Piazza Colonna per il suo turno di guardia davanti alle porte di Palazzo Chigi, in occasione della cerimonia del giuramento del governo Letta. Ad aprire il fuoco fu Luigi Preiti, che ferì, oltre a Giangrande, anche il carabiniere scelto Francesco Negri. Giangrande, ricoverato d’urgenza, fu sottoposto a un intervento chiururgico e a un lungo periodo di riabilitazione.

A inizio 2019, Giangrande ha scritto una lettera a Manuel Bortuzzo, esprimendo vicinanza al giovanissimo nuotatore rimasto ferito in una sparatoria a Roma.