Coronavirus, Pregliasco: vedremo la luce solo dopo maggio -2-

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Roma, 13 mar. (askanews) - Ma in Italia il virus è più aggressivo? Si muore di più? In realtà, anche se i numeri dei bollettini giornalieri del contagio e delle persone decedute lo fanno pensare, non è così: "Si fanno tamponi solo ai sintomatici, e con sintomi evidenti, e questo sottostima il numero dei contagiati", dice il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco, spiegando: "La situazione epidemiologica, in particolare in Lombardia, è tale per cui i tamponi da diverso tempo si fanno solo su pazienti sintomatici, con condizioni cliniche che necessitano di ricovero". Quindi "vengono rilevati solo i casi con sintomi più che evidenti, e di con seguenza è sottostimato il numero dei casi reali, ma questo è normale in una qualsiasi epidemia c'è una tale sottostima. Ad esempio nelle epidemie di morbillo, le indagini a posteriori hanno rilevato una sottostima almeno per 5 o per 10". Di quanto sia la sottostima il virologo non si sbilancia, "lo capiremo dopo, con calma con le indagini sugli anticorpi", anche perché "in questo caso gioca l'indeterminatezza della patologia".

Confuso con l'influenza il virus Sars-Covid2 infatti si è diffuso. Tanto che in alcune zone, conferma Pregliasco, "non ha neanche più senso fare il tampone agli asintomatici, perché la tracciabilità si è persa".

Ma "presumibilmente il fatality rate è simile a quello della Cina anche perché gli isolati virali italiani mostrano una grande similitudine agli stipiti cinesi. Il ceppo del virus isolato in Lombardia, Veneto, Piemonte o in Germania ha solo piccole mutazioni, come è normale che sia, che non cambiano le caratteristiche del virus rispetto a quello isolato in Cina".

Sul numero dei morti in Italia però conta anche il fatto "che abbiamo anche una popolazione più anziana", "da proteggere di più". (Segue)