Coronavirus, Pregliasco: vedremo la luce solo dopo maggio -3-

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Roma, 13 mar. (askanews) - In Hubei, il focolaio del nuovo coronavirus, la letalità era più alta che in altre province, è possibile che ora il carico sulla struttura sanitaria della Lombardia sia tale da aumentare la letalità? "No", risponde con nettezza il virologo Pregliasco, spiegando che "la regione Lombardia ha riorganizzato tutti gli ospedali pubblici e privati, così che tutti gli istituti si sono attrezzati per accogliere i pazienti Covid, abbiamo riorganizzato gli spazi in modo tale da assistere tutti. Sicuramente le terapie intensive sono sotto stress, ma ad oggi non si può dire che si sono dovute fare scelte di pazienti". Ma attenzione: "Se il virus viene lasciato libero, lo scenario viene lasciato andare si possono determinare situazioni emergenziali se non drammatiche".

Ci sono storie che lo raccontano, come quella - ricorda Pregliasco - di una figlia che non riusciva a sapere dove fosse ricoverato il padre, lo ha trovato solo dopo che era deceduto, perché i medici hanno cercato il primo posto libero in terapia intensiva, dovunque fosse, sulla base della disponibilità. Così l'appello del virologo è sempre quello: "State a casa".

Ancora non c'è vaccino né cura: "I risultati dell'impiego del remdesivir e del tocilizumab, il farmaco contro l'artrite, sono interessanti, ma è stroppo presto per dirlo, i casi trattati sono ancora troppo pochi. La terapia ora è il supporto alla respirazione, e servono gli ospedali". Quindi "igiene delle mani e distanza sociale", in una parola "contenimento" sono le sole armi certe.