Coronavirus, preoccupa l'Est Europa: governatori del Nord all'attacco

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zaia assembramenti restrizioni
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I Balcani preoccupano i confini italiani, Zaia e Fedriga si spalleggiano sullo stesso fronte: “Bisogna schierare l’esercito lungo i nostri confini”. Come l’aumento dei contagi da coronavirus nell’Est Europa preoccupa il mondo.

Allarme contagi dai Balcani

I governatori del Veneto e del Friuli Venezia-Giulia, rispettivamente Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, si schierano sullo stesso fronte nella battaglia al coronavirus, e sulla nuova ondata di contagi che arriva dall’estero: “Serve uno Schengen sanitario, con libero transito delle merci ma controlli rigorosi sulle persone», avrebbe dichiarato Zaia, seguito dall’aggiunta di Fedriga: «Bisogna schierare l’esercito lungo i nostri confini». Per l’inaugurazione della Garbellotto, storica azienda delle botti, i due si sarebbero incontrati ai confini delle proprie Regioni. Analizzando i numeri dei contagi dall’inizio dell’estate, sul totale dei casi, la quota importata sarebbe pari al 55% in Veneto e all’80% in Friuli. “È inaccettabile che un territorio che ha lavorato bene si debba portare in casa di nuovo il virus per l’incuria di Paesi che non hanno adottato un piano di sanità pubblica”, avrebbe attaccato Zaia. Fedriga, dal suo canto, lo avrebbe spalleggiato con queste parole: “Non dico di sospendere il trattato sulla circolazione europea, ma è necessaria una maggiore severità, altrimenti gli sforzi italiani risultano vani. Purtroppo non abbiamo la competenza nel controllo dei confini per bloccare gli immigrati irregolari che arrivano in Friuli Venezia Giulia, ma non possiamo essere noi a pagare le conseguenze dei mancati controlli”.

Le nuove positività

Nelle ultime 24 ore – con dati aggiornati a sabato 25 luglio – i nuovi casi positivi in Veneto sarebbero 31, per un totale di 19.790 contagi dall’inizio dell’epidemia. Il report emesso dalla Regione segnalerebbe anche un altro decesso in più rispetto alla giornata di venerdì 24 luglio, per un totale di 2.064 vittime, tra ospedali e case di riposo. Per quanto riguarda la situazione clinica, i ricoverati attuali sarebbero 115, con un numero stabile di pazienti in terapia intensiva, 7, di cui uno solo positivo. A seguito dell’aumento dei contagi, di cui una parte proveniente dal di fuori dei confini nazionali, per Fedriga ci sarebbe la necessità di mandare i militari lungo i 200 km della demarcazione verso Est, zona attraversata negli ultimi giorni da un flusso di migranti provenienti da Pakistan, Afghanistan, Bangladesh e Sri-Lanka. “Ne ho parlato con il ministero dell’Interno, ora parte un nuovo progetto per favorire le riammissioni in Slovenia. Ma al tempo stesso si deve essere severi con chi rientra e non rispetta la quarantena”, avrebbe dichiarato Fedriga. Zaia, concorde, avrebbe concluso: “Vedo una certa insofferenza nel rispetto delle regole, a cominciare dall’isolamento fiduciario. Anche se la situazione è sotto controllo, dal punto di vista della gestione ospedaliera, non possiamo permetterci di ridare spazio al virus: chi arriva deve essere sottoposto subito alla misurazione della temperatura, al test rapido e, in caso di positività, alla quarantena”.