Coronavirus: preside liceo Palermo, 'Ministero naviga a vista, su maturità troppe incertezze'

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(di Elvira Terranova) - "Il Ministero dell'Istruzione naviga a vista, questa è la verità. Non si hanno ancora certezze sulla maturità, perché gli scenari possibili cambiano a seconda del ritorno o no tra i banchi di scuola, anche se questa ultima ipotesi si allontana sempre di più, in considerazione del fatto che, anche dopo un allentamento delle misure restrittive, la scuola sarebbe l'ultima istituzione a riaprire". Daniela Crimi è la preside del Liceo linguistico 'Ninni Cassarà' di Palermo, con oltre 1.400 alunni, uno dei licei più grandi in Sicilia. E da quando è entrato in vigore il primo decreto del Presidente del consiglio per l'emergenza coronavirus non ha mai smesso di andare a scuola. La sua preoccupazione è rivolta adesso alla maturità. Non si sa ancora quello che accadrà, come ha spiegato anche la ministra Lucia Azzolina. "La scuola che dirigo ha ben dieci classi quinte e più di 250 tra ragazzi e ragazze che, insieme a noi e alle loro famiglie, stiamo vivendo questa fase di incertezza - dice Daniela Crimi in una intervista all'Adnkronos - Alcuni provvedimenti sono dati per certi, anche se solo annunciati e non ancora tipizzati in norme certe". 

"L'ipotesi più accreditata prevede un esame di maturità così strutturato - spiega - una commissione di sei commissari, tutti interni (non più tre interni e tre esterni) e un presidente esterno. Anche questo ultimo elemento potrebbe variare. Se non si tornasse a scuola sarebbe più auspicabile un presidente non esterno ma unico per tutta la scuola, il suo Dirigente scolastico, che di solito è presidente in un'altra scuola, che si faccia garante della validità della intera procedura".  

"L'ammissione viene data certa per tutti, e non per scrutinio di Consiglio di classe, come stato fin ora - prosegue la preside -Le modalità di valutazione sono incerte, anche queste cambiano a secondo degli scenari possibili. Il voto finale, in centesimi, fin ora è stato determinato da: due prove scritte, italiano e prova diversificata per indirizzo, con massimo 20 punti ciascuno, il credito scolastico accumulato nel triennio finale con massimo 30 punti, e il colloquio finale con massimo 30 punti". 

"Se la semplificazione dovesse ridurre il numero delle prove, fino al solo colloquio, è chiaro che l'intero sistema di attribuzione del punteggio dovrà essere rivisto - auspica la preside Crimi - Se si dovesse scegliere la modalità più semplificata, ossia unica prova il colloquio, non si sa ancora se in presenza o in video, il punteggio dei 100 punti sarebbe determinato solo da crediti scolastici e prova sostenuta. Ancora è tutto in discussione al Ministero". 

"A noi operatori scolastici non resta altro da fare che impegnarci nella 'Dad', la didattica a distanza e garantire a tutti l'accessibilità alla piattaforma, nessuno escluso - spiega Crimi - Agli alunni la raccomandazione di collegarsi, seguire seriamente le attività, essere presenti come se fossimo in classe e soprattutto non scoraggiarsi". 

Però sottolinea anche che "in queste settimane la scuola sta vivendo una delle pagine più complicate e difficili della storia. Le misure di isolamento sociale a cui ci ha costretto il Coronavirus hanno visto la scuola tra le prime destinatarie del provvedimento di sospensione delle attività in presenza e hanno obbligato i dirigenti scolastici ad attivare tutte le misure per la cosiddetta “didattica a distanza”. 

"Al di là della iniziale euforia, più presunta che reale, di alunni e docenti ritenuti erroneamente “in vacanza”, sono subentrati, dopo qualche giorno, lo smarrimento, la paura, la mancanza, sentimenti avvertiti da tutti, a cominciare dagli alunni che, a dispetto di quanto loro stessi pensino, amano la scuola e ne stanno drammaticamente avvertendo la mancanza -racconta ancora la preside Crimi - Non tutte le scuole erano preparate a fronteggiare questa onda d'urto; la didattica a distanza, per gli addetti ai lavori “DAD”, è una cosa seria: esige piattaforme informatiche sostenibili, sicure, di facile utilizzo da parte di tutti gli alunni, anche con disabilità mentali o sensoriali, e delle modalità didattiche particolari che implicano una certa competenza pedagogica e che non possono di certo ridursi alla semplice assegnazione di compiti". 

"La Dad esige inoltre una dotazione di device e di connessione internet da parte di tutti gli alunni, non uno di meno, pena l'uguaglianza di opportunità educative e il diritto allo studio, costituzionalmente tutelato - racconta ancora la preside -Nonostante ciò, siamo partiti, con mille difficoltà: abbiamo attivato le piattaforme digitali o spolverato, come nel caso della scuola che dirigo, quelle che avevamo in cantina, utilizzato tutti gli strumenti possibili per raggiungere ciascun alunno e per garantire lo svolgimento delle attività didattiche anche a distanza, in modalità sincrona (video lezioni) e asincrona (lavori e compiti svolti in collaborazione)". 

"Abbiamo anche fornito gli alunni più disagiati dei notebook e, laddove mancante, anche della connessione internet, facendo fronte a non poche difficoltà legate all'impossibilità degli spostamenti, alla tutela dei lavoratori e facendoci sostenere dalla Protezione civile a cui va il nostro plauso, unito a quello rivolto ai medici e operatori sanitari - racconta - Restano tante criticità e tante incertezze per la conclusione, imminente, dell'anno scolastico, in particolare per le scuole secondarie di I e II grado e per gli alunni delle classi terminali che devono sostenere l'esame di Stato, rispettivamente di III media e di maturità". Ma Daniela Crimi è ottimista: "Ce la faremo anche questa volta e supereremo un anno scolastico difficile, unico nel suo genere e che racconteremo ai nostri nipoti".