Coronavirus: prima vittima a Shanghai, 56esima in totale

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Il coronavirus colpisce anche Shanghai dove è stata accertata la prima vittima. La situazione si fa davvero drammatica. Soltanto nelle ultime 24 ore, secondo la Commissione nazionale per la Salute, sono morte quindici persone e almeno 688 nuovi casi sono stati confermati. Dei nuovi decessi, 13 si sono verificati nella provincia di Hubei, quella di Wuhan, al centro dell’epidemia. Il presidente Xi Jinping ha ammesso che la situazione è “grave” e l’epidemia del coronavirus “accelera”. Sei vittime e 2.000 infetti: è questo il bilancio dell’ultimo bollettino effettuato.

Coronavirus: prima vittima a Shanghai

Diverse le procedure in atto per cercare di evitare il contagio. Dopo Pechino, anche Tianjin, Xi’an e la provincia di Shandong hanno deciso di proclamare lo stop dei mezzi pubblici a lunga percorrenza. Ad Hong Kong, invece, disposta la chiusura di Disneyland. La società di gestione ha precisato come la chiusura durerà fino al giorno seguente a quello in cui le autorità dichiareranno conclusa l’emergenza virus. In una nota, il parco ha dichiarato quanto segue: “Come misura precauzionale in linea con gli sforzi di prevenzione in atto a Hong Kong, stiamo temporaneamente chiudendo il parco Disneyland di Hong Kong per motivi di salute e per la sicurezza dei nostri ospiti e dei membri del cast”.

Le procedure in atto

Gli americani hanno avviato l’evacuazione dei propri connazionali. Il Dipartimento di Stato ha confermato che gli Usa stanno organizzando un volo per portare via i propri connazionali da Wuhan. Probabilmente il volo partirà martedì 28 Gennaio 2020 esarà diretto a San Francisco. “Se non ci sarà posto per tutti, verrà data priorità agli individui a maggior rischio di coronavirus”, ha affermato il dipartimento.

Anche la Peugeot ha deciso di iniziare le procedure di evacuazione del proprio staff. Tutto si starebbe svolgendo in “piena collaborazione con le autorità cinesi e il consolato francese”. Finora sono 38 le persone coinvolte. La Cina ha inoltre annunciato un divieto temporaneo al commercio di animali selvatici. In una direttiva congiunta di tre agenzie di alto livello, in cui è presente anche il ministero dell’Agricoltura, si legge come l’allevamento, il trasporto o la vendita di tutte le specie di animali selvatici è vietato “dalla data dell’annuncio fino alla fine della situazione epidemica nazionale”.