Coronavirus, primo decesso in Veneto: 16 casi totali in Lombardia

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Nella serata del 21 febbraio è avvenuto il primo decesso da coronavirus in Veneto, mentre altre dieci persone risultano positive ai test clinici a Cremona e Codogno, dov’è attualmente ricoverato il cosiddetto paziente uno. Il paziente veneto deceduto era uno dei due anziani contagiati trovati positivi ai tamponi effettuati dall’ospedale di Padova e residenti nella zona dei Colli Euganei. Con i casi nel lodigiano e il nuovo episodio a Cremona invece, i contagiati presenti in Lombardia salgono complessivamente a 16.

Coronavirus: 16 contagi in Lombardia

Nel lodigiano sono attualmente 15 i contagiati dal coronavirus, dopo i nove nuovi casi riscontrati in serata. Verso le ore 19 l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera ha infatti affermato: “Altre otto persone sono risultate positive. Sono cinque tra medici e infermieri e tre pazienti”, mentre in tarda serata è giunta la notizia del nono contagiato nel lodigiano. Nel frattempo, la società del Piacenza Calcio ha deciso di sospendere gli allenamenti del proprio settore giovanile.

In tarda serata inoltre è stato confermato un sedicesimo caso a Cremona, si tratta di un paziente ricoverato da cinque giorni presso il reparto di pneumologia dell’ospedale cittadino.

Primo morto in Veneto

Poco prima delle ore 23 è deceduto uno dei due anziani contagiati in Veneto entrambi originari del comune di Vo’ Euganeo, nella provincia di Padova, che sembrerebbe frequentassero lo stesso bar di paese. Il 77enne morto era ricoverato in rianimazione presso l’ospedale di Schiavonia e le sue condizioni erano seriamente compromesse anche da alcune patologie respiratorie pregresse. L’altro paziente si trova invece al nosocomio di Padova.

Proprio parlando dei due contagi a Vo’ il Presidente del veneto Luca Zaia ha annunciato la chiusura delle scuole, dichiarando: “Stiamo predisponendo un presidio, molto probabilmente nelle scuole visto che saranno chiuse, in modo tale da procedere e identificare eventuali altri casi positivi. Ho chiesto anche di fare un tampone a tutti i ricoverati con sintomi influenzali gravi”.

Le parole del ministro Speranza

In serata sono giunte anche le parole del ministro della Salute Roberto Speranza, che ha personalmente ringraziato la Regione Lombardia per la tempestiva reazione all’emergenza ricordando come in Europa fossero già divampati focolai di coronavirus aventi come epicentro fabbriche o aziende: “Noi avevamo preparato un piano, che ora si dovrà solo attuare. Dobbiamo circoscrivere quest’area. Lavorare perché il virus venga trattenuto lì dentro. Tra le misure la sospensione della attività lavorative, commerciali e di tutti gli eventi pubblici, la sospensione delle attività educative e dell’infanzia, la sospensione delle attività ludico sportive”.

Il commento di Luca Zaia

Sui due casi registrati in Veneto è arrivato anche il commento del Preidente di regione Luca Zaia, che in conferenza stampa ha dichiarato come le due persone contagiate abbiano avuto contatti nel luogo di residenza e non siano mai state in Cina nell’ultimo periodo. Zaia ha inoltre affermato: “Gli infetti sono due cittadini di Vo’ Euganeo, uno del ’42 e uno del ’53, uno in condizioni critiche in terapia intensiva e ha sviluppato una malattia importante alle vie aeree ed era curato per una normale influenza”.

Nei minuti precedenti aveva parlato anche il sindaco di Padova Sergio Giordani, che ha esortato la popolazione a mantenere la calma evidenziando come i protocolli sanitari vigenti siano già stati ampiamente collaudati con la precedente epidemia di Sars facente parte anch’essa della famiglia dei coronavirus: “Siamo e sono personalmente pronto ad affrontare qualsiasi evenienza in contatto con le autorità competenti e col massimo impegno. Invito i cittadini ad avere fiducia nelle istituzioni, a mantenere la calma e a collaborare attivamente secondo le indicazioni fornite”.