Coronavirus, primi pazienti morti in Australia e in Thailandia

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Il coronavirus prosegue la sua diffusione in giro per il mondo, con oltre 80mila contagi complessivi e i primi due morti negli stati di Australia e Thailandia. Nel primo caso a morire è stato un 78enne rimpatriato negli scorsi giorni dalla nave da crociera Diamond Princess, attualmente ancora ormeggiata nel porto di Yokohama in attesa della fine della quarantena, mentre nel secondo il decesso è quello di un uomo di 35 anni la cui salute era tuttavia già minata da importanti patologie pregresse.

Coronavirus, primi morti in Australia e Thailandia

Come riferito dalle autorità sanitarie australiane, il 78enne morto di coronavirus era uno dei passeggeri della nave da crociera Diamond Princess rimpatriati nei giorni precedenti in Australia, dove al momento di contano 23 contagiati. Il 35enne thailandese invece stava già combattendo contro la febbre dengue e le sue condizioni di salute erano estremamente precarie.

Il thailandese lavorava nel commercio ed entrava abitualmente in contatto con decine di cittadini cinesi, anche nel periodo in cui la diffusione del virus era nella fase iniziale. Lo scorso 27 gennaio venne ricoverato in ospedale dopo aver contratto la febbre dengue mentre a inizio febbraio fu trovato positivo anche al coronavirus. In Thailandia sono stati attualmente registrati 42 casi di Covid-19, di cui 30 in via di guarigione.

376 nuovi casi in Corea del Sud

Nel frattempo la Corea del Sud ha registrato un aumento di 376 contagiati nella sola giornata del 29 febbraio. Nella nazione, seconda per numero di casi al mondo dopo la Cina, la diffusione del coronavirus è esplosa dopo che il cosiddetto Paziente 31 partecipò a un raduno della setta cristiana Shincheonji nella città di Daegu.

A seguito della nuova impennata di contagi, il primo ministro sudcoreano Moon Jae-in ha dichiarato alla nazione: “Dopo aver portato al massimo il livello di allerta, il governo ha lanciato una risposta totale. Saremo in grado di dominare l’epidemia di Covid-19 e di rilanciare la nostra malandate economia”.