Coronavirus, primo caso di variante argentina nel nostro Paese

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variante argentina
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Per la prima volta nel nostro Paese l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie con sede a Padova ha individuato in un campione Covid fortnito dalla Ulss 3 Serenissima la cosiddetta variante argentina B.1.499. Si tratta di una variante non particolarmente aggressiva, che era stata scoperta nel febbraio di quest’anno nel paese sudamericano.

Covid, scoperta variante argentina in Veneto: è la prima volta in Italia

La scoperta della variante in Argentina era stata annunciata nel febbraio scorso dal ministro della Salute locale, Ginés González García, che aveva dichiarato: “Il Ministero della Salute, attraverso l’Amministrazione Nazionale dei Laboratori e degli Istituti della Salute, ha individuato una nuova variante COVID in Argentina”, aggiungengo inoltre che: “recentemente la variante Amazonas P.1 è stata rilevata in due campioni, e la variante Rio de Janeiro P.2 “in altri due viaggiatori.

Variante argentina in Veneto, i casi di Covid nella regione

Nel frattempo l’ultimo bollettino Covid della Regione Veneto ha registrato 19 nuovi casi di contagio, 5 dei quali in provincia di Venezia. In Regione il numero di positivi ha toccato inoltre quota 7.514, mentre omplessivamente dall’inizio della pandemia sono stati registrati 423.690 contagi.

Sono attualmente invece 271 i pazienti positivi al covid in cura negli ospedali veneti, dei quali 48 in condizioni gravi. In provincia di Venezia sono presenti ventuno persone ricoverate a Dolo (due gravi), cinque al Santi Giovanni e Paolo di Venezia (due in terapia intensiva), cinque all’Angelo di Mestre (due gravi), dodici a Villa Salus, due al Policlinico San Marco di Mestre, tredici a Jesolo e una in terapia intensiva a Portogruaro . Si registrano anche tre persone all’ospedale di comunità Centro Nazareth di Venezia, due all’ospedale di comunità di Noale e una persona al centro servizi residenziali Stella Marina di Jesolo Lido.

Variante argentina in Veneto: Zaia sulla campagna vaccinale

Intanto il presidente di regione Luca Zaia ha commentato il grande numero di prenotazioni per il vaccino anti Covid, soprattutto nelle giovani generazioni: “I ragazzi stanno prenotando alla grande, è un dato pauroso se ci pensate. […] Noi il giro di boa lo faremo a metà agosto. Naturalmente riguarda tutti quelli che vogliono vaccinarsi”.

Sul rischio di trombosi a seguito del vaccino Zaia ha poi aggiunto: “Abbiamo chiesto tramite il Presidente delle Regioni Fedriga una ulteriore espressione da parte dell’Aifa e del Governo rispetto alla potenzialità di utilizzo dei vaccini con vettori virali: dalle notizie informali che ci hanno dato è che l’utilizzo dei vaccini con vettori virali, soprattutto in una fase come questa che non è più acuta, prevede che il rischio di mortalità nei giovani sotto i 60 anni sia basso e altrettanto il rischio di trombosi”.

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