Coronavirus, procuratore Lodi: "A processo chi viola regole"

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Chi pensa si tratti di una semplice "multa" farebbe bene ad informarsi: se si violano i controlli decisi per arginare la diffusione da coronavirus si "commette un reato e non un semplice illecito amministrativo". Lo spiega bene il procuratore di Lodi Domenico Chiaro in un'intervista all'Adnkronos, nella quale propone misure più drastiche per un popolo "da sempre allergico alle regole": inasprire i reati, che si tradurranno in un processo per chi viene denunciato e sequestrare l'auto a chi si muove senza una reale esigenza. 

"Probabilmente l'erroneo riferimento che qualcuno ha fatto alla 'multa' che si poteva rischiare, ha indotto molti a pensare che si trattasse di un semplice illecito amministrativo. E invece si tratta di una violazione penale cioè di un vero e proprio reato. In questi giorni iscriviamo decine e decine di procedimenti penali con tanto di nomina di difensore di ufficio che poi comunque, a prescindere da come vadano le cose, andrà pagato", spiega il capo della procura di Lodi, uno dei territori più colpiti da Covid-19. 

"Fino a giovedì scorso erano 77 le iscrizioni e in un caso oltre che per il reato di cui all'articolo 650 del codice penale (punibile con l'arresto fino a tre mesi o a un'ammenda fino a 206 euro, ndr) e si è iscritto un procedimento anche per il reato di epidemia colposa perché si trattava di un malato che è voluto uscire dall'ospedale contro il parere dei medici ed era in giro violando la quarantena", svela. 

"Finora abbiamo ipotizzato la violazione dell'articolo 650 del codice che è punita con la pena detentiva in alternativa a quella pecuniaria", spiega il capo della procura di Lodi. "In questi ultimi giorni stiamo valutando se ipotizzare invece l'articolo 360 del Regio decreto n.1265/34 (cosiddetto Testo unico delle leggi sanitarie), che prevede la pena detentiva insieme a quella pecuniaria. Ciò significa che potrebbe trattarsi di un reato non estinguibile tramite oblazione come qualcuno ha detto per l'articolo 650, senza però considerare, in questo caso, che, ove ritenga comunque grave il fatto, il giudice può sempre rigettare l'istanza", ossia non dar luogo all'estinzione del reato. 

Non solo, annuncia il procuratore Chiaro: "Stiamo valutando se rendere più dura la risposta sanzionatoria invitando le forze dell'ordine a fare il sequestro preventivo dell'auto nel caso la persona si sposti senza adeguata giustificazione". Ulteriori strette che si rendono necessarie di fronte a un "numero di morti che supera la più cupa previsione" e che "ci impone uno sforzo a beneficio di noi stessi".