Coronavirus, "prostituzione veicolo di infezioni"

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"La prostituzione aumenta il rischio di contrarre infezioni trasmissibili sessualmente che certamente rappresentano un importante problema di sanità pubblica per i risvolti sanitari, sociali ed economici che comportano. Inutile processare le persone, ma sicuramente i comportamenti a rischio sono quelli che creano promiscuità in queste situazioni e quindi tutto può essere stato agevolato da determinati comportamenti". Lo afferma in una nota Gabriella Fabbrocini, direttore di Dermatologia e Venereologia presso l'Università degli Studi 'Federico II' di Napoli. 

"La sindrome del Coronavirus - sottolinea - colpisce anche gli aficionados del mondo dell'eros a pagamento. E poiché nella maggior parte dei casi non si dichiara di avere frequentato luoghi come centri massaggi o a luci rosse, il sommerso è una regola in questo tipo di situazione. Per cui, la sorveglianza di luoghi dove, in maniera celata, ci possano essere queste pratiche, sicuramente può essere un'arma in più per bloccare la diffusione dell'epidemia".  

Contro le malattie sessuali "è presente un piano depositato al ministero della Salute che come commissione del Consiglio superiore di sanità, di cui ho fatto parte fino al 2019, presentammo per la prevenzione. Questo momento drammatico che sta vivendo il nostro paese potrebbe essere una occasione per rilanciare questo tipo di azione. Non esiste letteratura nella connessione tra malattie veneree o sessualmente trasmissibili e il Covid19, ma da medico consiglio di vigilare sulle proprie condizioni di salute senza sottovalutare neanche piccoli disturbi rivolgendosi subito al proprio medico di fiducia", conclude Fabbrocini.