Coronavirus Puglia, molti genitori infettati dai figli rientrati dal Nord

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Sono oltre 22 mila i ragazzi rientrati dal Nord Italia verso la Puglia: molti dei genitori di questi giovani sono stati infettati dal coronavirus. Infatti, nella serata tra il 7 e l’8 marzo scorsi, quando iniziava a circolare la bozza del decreto di chiusura della Lombardia, moltissimi si sono riversati nelle stazioni nella speranza di rientrare a casa. La stazione centrale di Milano ha registrato un boom di partenze tra lavoratori, giovani fuori sede e persone che cercavano di scappare. Ma all’arrivo a destinazione, invece di un abbraccio da parte dei familiari, hanno trovato gli agenti della Polizia. Questi ultimi hanno chiesto il motivo valido dello spostamento comprovato dall’autocertificazione.

Coronavirus Puglia, molti genitori infettati

Tutti gli studenti e le persone rientrate in Puglia dal Nord Italia costituiscono un potenziale rischio di contagio da coronavirus: molti dei genitori dei ragazzi, infatti, sono stati infettati. Stando ai dati, dal 29 febbraio al 18 marzo sono stati segnalate 22.947 persone che hanno firmato l’autocertificazione. Per tutte loro dovrebbe scattare la quarantena di 14 giorni.

Il Policlinico di Bari ha segnato un aumento dei casi positivi tra i parenti di persone rientrate dalla Lombardia. “La situazione è in continua evoluzione, per il momento i numeri sono accettabili e possiamo ancora ricoverare in terapia intensiva i contagiati. Ma siamo preoccupati: non abbiamo la possibilità di sostenerne un maggior numero, come al Nord”, avverte Giosafatte Pallotta, segretario Anaao Assomed della Puglia e responsabile di nefrologia e dialisi dell’ospedale della Murgia di Altamura.

Il governatore della Puglia, da quanto si apprende, ha realizzato un programma per aumentare di 150-200 unità i posti letto terapia intensiva. “Ma noi medici non abbiamo dati reali della situazione – ha denunciato Pallotta -. Nessuno ci dice quanti di questi posti letto sono quelli davvero attivi in questo momento. Gli altri quando saranno pronti? Tra un mese, 15 giorni?”.