Coronavirus, quali sono le attività che verranno chiuse dal decreto?

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Con il nuovo decreto anti coronavirus annunciato dal premier Conte nella serata del 21 marzo viene attuata un’ulteriore stretta nei confronti di tutte le attività considerate non essenziali alla vita economica del Paese, e che pertanto verranno chiuse a partire da lunedì 23 marzo fino al prossimo 3 aprile. Non è ancora totalmente chiaro quali saranno di preciso le attività che saranno costrette a chiudere e quante invece rimarranno aperte, ma appare molto probabile che possano essere quelle presenti nelle attuali ordinanze regionali emanate negli ultimi giorni.

Coronavirus, quali attività verranno chiuse

Tra le ordinanze regionali che potrebbero essere estese a tutto il territorio nazionali c’è ad esempio quella emanata in Lombardia poche ore prima del discorso di Conte alla Nazione, che prevede la sospensione delle attività degli Uffici Pubblici, delle attività artigianali, di tutti i mercati settimanali scoperti, delle attività inerenti ai servizi alla persona, dei cantieri edili a eccezione di quelli delle strutture sanitarie nonché la chiusura degli studi professionali e di tutte le strutture ricettive.

Nelle attività che rimangono invece aperte, il presidente della Regione Attilio Fontana ha raccomandato ai gestori di far rispettare la distanza interpersonale minima di un metro e di misurare la temperatura corporea alle persone in entrata. Le singole restrizioni regionali potrebbero essere estese a tutta Italia anche per quanto riguarda il trasporto pubblico.

Le limitazioni nelle altre regioni

Misure simili anche in Piemonte, dove sono stati chiusi anche i distributori automatici H24 e i locali di slot machine, mentre invece rimarranno aperte le farmacie, le parafarmacie, gli alimentari, le edicole e i tabaccai. Misure ancora più stringenti invece in Veneto, dove nei giorni festivi rimarranno chiusi anche i negozi di alimentari, come annunciato dal presidente Luca Zaia: “La domenica tutto chiuso, restano aperte solo farmacie, parafarmacie ed edicole. L’attività motoria è consentita entro i 200 metri dalla propria abitazione”. Misure analoghe anche in Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Marche, dove è stato interdetto l’accesso a tutte le spiagge della regione.

Anche nel Sud Italia i presidenti di regione hanno implementato misure di contenimento simili a quelle delle aree del settentrione. In Campania Vincenzo De Luca ha disposto la chiusura di tutti i cantieri non essenziali nonché la sospensione delle funzioni di tutti i 550 comuni del territorio, mentre in Sicilia il presidente Nello Musumeci ha stabilito il divieto d’ingresso nel territorio comunale di venditori ambulanti provenienti da altri comuni nonché il divieto di uscire di casa più di una volta al giorno per gli acquisti essenziali.