Coronavirus, Radicali: due detenuti di Opera tra i casi sospetti?

Pol/Arc

Roma, 6 mar. (askanews) - "Ci giunge notizia che due detenuti nel carcere di Opera sono stati trasferiti in ospedale per sospetta infezione da coronavirus. In attesa che il Ministro della Giustizia possa informarsi ed informare il Parlamento su quanti detenuti, agenti e personale attualmente ha contratto l'infezione, è evidente che le prescrizioni sanitarie previste dal decreto del 4 marzo scorso sul contrasto e il contenimento del diffondersi del Coronavirus siano a maggior ragione valide per quanto riguarda il carcere". Lo affermano in una nota Maurizio Turco e Irene Testa, segretario e tesoriere del Partito Radicale.

"Ovvero - chiedono - se tutte in tutte le celle sono state distribuite confezioni di soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani (punto a dell'allegato al decreto) e disinfettanti a base di cloro o alcol per pulire le superfici (punto l); se tutte le celle garantiscono la possibilità di una distanza interpersonale di almeno un metro (punto d), infatti il Ministro non può sottovalutare, anche in termini di responsabilità personale, che le carceri italiane sono luoghi sovraffollati molto al di sopra dei termini di legge".

"Servono misure che vanno in senso contrario a quelle sinora proposte dal Ministro e avvallate dalla maggioranza di Governo. A cominciare dall'amnistia, provvedimento indispensabile per poter attuare una efficace riforma", concludono i due esponenti Radicali.