Coronavirus, Rampelli (Fdi): aiutare gli italiani a Kung Ming

Pol/Bac

Roma, 13 feb. (askanews) - "Sembra paradossale che la ricerca sul virus si stia mostrando più veloce della ricerca e del rimpatrio degli italiani in Cina. Ci sono casi di nostri concittadini di cui siamo venuti a conoscenza che confermano la totale inadeguatezza del sistema nazionale e internazionale per il recupero degli stranieri al di fuori della zona rossa, Wuhan. Un giovane danzatore italiano, primo solista della compagnia della città di Kung Ming, in Cina da un anno e mezzo, non riesce a rientrare in Italia ed è bloccato nel suo quartiere, un compound- grattacieli collegati tra loro e circondati da cancelli ora presidiati dai militari". È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli che ha inviato un'interrogazione al ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

"Si tratta - spiega - di Gabriele De Fazio, 22 anni, costretto a permanere a Kung Ming perché il ministero degli Esteri ha riferito ai genitori che lo Stato non può coprire le spese per i connazionali in Cina al di fuori di Wuhan, la zona rossa appunto. Non può muoversi autonomamente perché se prende un aereo locale per raggiungere l'aeroporto di Canton rischia di essere prelevato dalla polizia e messo in quarantena. Nel suo compound vivono musicisti stranieri che si trovano nella stessa drammatica situazione. Possibile che non si riesca a creare una forza internazionale intergovernativa che metta a disposizione aerei ponte prelevi gli stranieri che vogliono uscire dalla Cina e farli arrivare in Occidente? Ci troviamo di fronte a una situazione drammatica sulla quale tutti gli sforzi si concentrano sul problema sanitario trascurando colpevolmente l'assistenza dei nostri connazionali che vogliono rientrare. Chiediamo al ministro Di Maio di fornire aerei di Stato a tutti gli italiani che si trovano in Cina anche al di fuori della zona rossa", conclude.