Coronavirus, Rampelli: più sostegno al nord, piano d'urto nel Lazio

Pol/Arc

Roma, 16 mar. (askanews) - "La Lombardia va più fortemente sostenuta in questa fase drammatica e il Lazio deve essere la barriera d'urto che impedisca alla pandemia di esplodere nel pericoloso contesto romano, densamente abitato e quindi bomba potenziale che condannerebbe il Sud a un'ecatombe. All'ex Fiera di Roma od ovunque ci siano grandi spazi vuoti si possono ricavare subito 450 posti letto". È quanto dichiara il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, di Fratelli d'Italia.

"La mancanza di dispositivi individuali di protezione e respiratori meccanici, di cui FDI sta parlando da 20 giorni senza avere l'ascolto necessario per far fronte all'urgenza, sta mettendo in ginocchio il Nord e può successivamente menomare - avverte - ogni capacità di resistenza del centro sud. Non ci volevano poteri sovrannaturali per capire che su questi strumenti, insieme al reclutamento di medici e personale sanitario, occorreva investire subito".

"Ma su questa emergenza drammatica non intendiamo fare propaganda, mettiamo a disposizione le nostre proposte e conoscenze, con il rammarico - osserva - di essere stati fin qui poco ascoltati. Quando abbiamo chiesto di mettere in quarantena tutti i viaggiatori provenienti dalla Cina siamo stati derisi. Qualcuno stupidamente è andato ad abbracciare i cinesi, che invece saggiamente avevano applicato tale regola a casa propria, qualcun altro è andato a fare aperitivi in piazza. Giusto per contraddirci e buttarla - come al solito - sul razzismo, mentre intanto il virus prendeva il largo".

"La Regione Lombardia ha provveduto chiamando Guido Bertolaso, uomo di enormi capacità a dare una mano, la Regione Lazio si sta preparando ad affrontare il picco di Covid-19 che dovrebbe giungere tra pochi giorni dalle nostre parti reperendo tutti i posti di TI disponibili dalla rete ospedaliera. L'obiettivo deve essere chiaro a tutti i romani, non solo agli amministratori e all'area sanitaria: fermare il mostro qui per proteggere il Sud dal rischio ecatombe. Per moltiplicare i posti di terapia Intensiva e sub intensiva serve una soluzione numericamente rilevante realizzabile in dieci giorni. Possiamo farlo ad esempio nei due principali capannoni dell'ex Fiera di Roma, 450 letti di cui 150 intensivi ci stanno tutti, ho fatto una simulazione inserendo nelle superfici i moduli standard".

"Potremmo gestire la fase topica in questo modo e contestualmente - suggerisce - riaprire il Forlanini tra qualche mese per farne un centro di riabilitazione cardio respiratoria, di cui ahimè ci sarà sempre più bisogno. Va ripensata la rete ospedaliera e riattivati alcuni ospedali dismessi in omaggio alla spending review. Il Forlanini può, insieme al vicino Spallanzani, diventare un nuovo polo per le malattie infettive e l'epidemiologia, con ricerca, assistenza, cura, riabilitazione, rilanciando una branca della medicina che con il progresso sembrava destinata all'estinzione. Del Forlanini non si può fare a meno ed è stato un errore chiuderlo, si ragioni ora insieme sul suo futuro e si dia incarico al prof. Martelli di disporre un progetto in tal senso, insieme ai tecnici".