Coronavirus, reddito di cittadinanza anche per precari e freelance?

Reddito di Cittadinanza e Coronavirus: tutela a precari e freelance

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Arriva dai sindacati la proposta di estendere il reddito di cittadinanza da Coronavirus anche a precari e freelance. A sostegno dell’idea, in rete circola lo slogan “La cultura non viene (mai) dopo”, promosso da case editrici indipendenti.

Reddito di cittadinanza per tutti

Sono troppe le figure escluse: oltre a rispondere subito all’emergenza, bisogna affrontare il problema dei criteri fiscali e patrimoniali che restringono il campo di “meritevoli” al reddito di cittadinanza. Molti precari e freelance hanno impieghi nell’informazione, nell’arte, nella musica, nel design, ma stiamo citando solo alcune delle categorie lavorative.

Ora che l’emergenza Coronavirus vede molti costretti a casa, tante persone appartenenti a questo mondo non hanno un reddito che gli permetta di sopravvivere, nessuna tutela. Nella maggioranza dei casi, in condizioni normali, non hanno nemmeno un contratto o si trovano a vivere “vie di mezzo” tra il lavoro autonomo e subordinato.

Per chi invece lavora con partita Iva, il Governo sta studiando un indennizzo di 500 euro per un massimo di tre mesi, con sospensione di tasse e contributi. Buone notizie anche per i genitori a casa dal lavoro: c’è in corso una proposta per il voucher baby sitter, oltre alla sospensione di mutui e bollette.

Coronavirus e tutela dei lavoratori

L’estensione del reddito di cittadinanza a precari e freelance è un tema che sta molto caro anche a Luca Dall’Agnol, del sindacato Adl Cobas, che ha commentato: “È indispensabile, un sostegno economico immediato per tutti i precari della cultura, per tutte le piccole imprese culturali del Paese”.

Si parla di “reddito di quarantena” più che di cittadinanza, visto che il problema è stato sollevato dall’epidemia di Coronavirus. Alle 18 di domani, 12 marzo 2020, Adl Cobas terrà un’assemblea virtuale per discutere di questo importante tema: “Vogliamo politiche coerenti e basate su un criterio di giustizia sociale“, scrivono i portavoce sulla pagina Facebook del sindacato “Se è necessario fermare servizi e attività produttive, devono essere assicurate a tutti le dovute garanzie reddituali, a partire dalle categorie che già prima di questa crisi avevano meno tutele e ammortizzatori sociali”.