Coronavirus, Renzi: "Subito blocco mutui e sospensione tasse"

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"Sarà importantissimo che il Decreto Legge sulle misure economiche dia le risposte che servono a cominciare dalla liquidità alle famiglie, alle imprese, alle partite Iva. Perché si può chiedere agli italiani di stare a casa, ma poi allora bisogna bloccare i mutui, sospendere le tasse, garantire liquidità. Forza! Siamo un grande Paese e ce la faremo". Lo scrive Matteo Renzi nella enews. 

"In molti mi hanno scritto, vedendomi al Senato: 'Ma chiudete il Parlamento e andate di corsa a casa!''. No, amici, no. Attenzione. Guai a esagerare. Si passa dall’apericena permanente al chiudere il Parlamento: è un errore, manteniamo lucidità", dice il leader di Italia Viva.  

"Il Parlamento -sottolinea- è la casa della democrazia, non deve chiudere mai, nemmeno durante la guerra. Anzi. Abbiamo adottato atti fortissimi dal punto di vista costituzionale come per esempio dare poteri di PS ai militari o permettere Dpcm che sospendono libertà costituzionali. Sono scelte molto forti, giustificate dall’emergenza. Ma, proprio per questo, il Parlamento va tenuto aperto a garanzia della democrazia e del corretto svolgimento della Costituzione. Abbiamo smesso di fare polemiche, giusto. Ma non possiamo smettere di fare politica e di seguire la Costituzione. Può sembrare una questione di lana caprina, ma è una questione di civiltà politica e giuridica". 

"Esiste poi una gravissima questione economica, rafforzata dal crollo della borsa (forse valeva la pena prevedere un periodo di venti giorni di stop come avevamo proposto anche noi). La Presidente Lagarde ha oggettivamente sbagliato messaggio ieri: spero sia solo un errore di comunicazione, non un cambio di linea rispetto alla gestione Draghi", continua Renzi. "Vigiliamo, seguendo le giuste considerazioni del Presidente della Repubblica intervenuto sul punto in modo inusuale ma assolutamente sacrosanto". 

Per quanto riguarda le rivolte negli istituti penitenziari, Renzi sostiene la necessità di "guardare con grande attenzione a ciò che sta accadendo nelle carceri. La civiltà di un Paese si misura dalla qualità del proprio sistema carcerario. Ci sono stati tredici morti in carcere in una settimana: chiedere che si dimetta il direttore dell’amministrazione penitenziaria è il minimo sindacale. Oggi i media parlano di altro, comprensibilmente, ma questa è una battaglia che noi non molleremo. Mai".