Coronavirus, Rezza: i giovani restino a casa, proteggano... -2-

Red/Cro/Bla

Roma, 10 mar. (askanews) - "Lo slogan 'sto a casa' è un po' semplificatorio: stare all'aria aperta a un metro di distanza, farsi una corsetta, sono tutte cose che si possono fare. Non è il coprifuoco", ha poi spiegato Rezza ai microfoni di Radio Capital.

Sulla polemica riguardo i giovani poco responsabili, "è difficile tenerli a casa, ma bisogna cercare di convincerli loro stessi sono a rischio infezione, anche se hanno un rischio di malattia grave molto basso rispetto agli anziani. Avranno genitori e nonni da proteggere. Quindi bisogna che stiano attenti". "E poi non vogliamo vedere più scene come quelle dell'assalto ai treni. Una scena veramente indecente - conclude Rezza - speriamo di vederne più", ha aggiunto.

"Bisognava proteggere l'intero territorio nazionale, perché se in questo momento l'epicentro dell'epidemia è nella bassa Lombardia, ma è chiaro che c'è un aumento di casi al centro e anche il Sud non è immune e sappiamo che il virus può correre molto veloce. Quindi la cosa peggiore che possiamo fare è ignorare quello che è successo in Lombardia e vivere nel resto d'Itala come se nulla fosse. Bisogna alzare il livello di guardia per evitare che si diffonda al Sud, che tra l'altro ha anche un'organizzazione sanitaria più critica", ha sottolineato.