Coronavirus, Rezza: reazione Gran Bretagna? Ridicola

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Roma, 14 mar. (askanews) - "Bisogna continuare a donare il sangue. Non c'è nessun pericolo nel farlo. Bisogna donare altrimenti finisce che per paura del Coronavirus si muore per altre malattie perché vengono meno i servizi essenziali". Lo ha detto Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, durante il suo intervento ai microfoni di Rai Radio2 nel programma "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì notte a partire dalle 00.30.

Sulla reazione della Gran Bretagna: "Una cosa assurda. E' chiaro, se lasciassimo il virus scorrazzare liberamente nel giro di sei mesi avremmo la metà della popolazione infettata e lasceremmo sul campo morti e feriti. Questo è un virus che corre molto velocemente, lo vediamo in Lombardia, una delle sanità più efficienti del mondo messa a dura prova. Anche se la letalità di questa infezione non è elevatissima, il fatto che possano verificarsi molti casi in poco tempo tende a sovraccaricare gli ospedali e i reparti ipercritici. Si rischia di non garantire la migliore assistenza possibile a persone che hanno il coronavirus ma anche altre malattie. L'esperto britannico che ha parlato di creare immunità di gregge sulla pelle delle persone non ha detto una gran cosa... . Mi pare veramente ridicola questa affermazione. Io ero già critico verso gli altri Paesi europei per i ritardi con cui si stanno muovendo, questa ultima uscita dell'esperto del Governo inglese mi pare veramente incredibile".

Sulle misure di contenimento prese dal Governo italiano, Rezza ha spiegato: "Sono molto coraggiose. Fino ad ora non l'ha fatto nessuno. In Europa sembra che tutti quanti siano ancora latitanti. Ci vuole un po' di tempo per avere risultati. Vediamo ancora ammalare quelli che si sono infettati prima che venissero adottate queste misure. In un paio di settimane dovrebbero iniziare a vedersi i primi risultati. Ci sono dei controlli rigidi, anche più di quanto ci saremmo aspettati in un Paese come l'Italia". (Segue)