Coronavirus, riabilitazione per gli "otto" che rivelarono contagio

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Roma, 30 gen. (askanews) - Erano stati arrestati, additati come irresponsabili, propalatori di "fake news". Ma ora, per otto residenti della città di cinese di Wuhan, epicentro dell'epidemia da nuovo coronavirus, c'è aria di riabilitazione. La loro "colpa" è stata quella di dare, per primi, a inizio gennaio, la notizia di una nuova ondata di contagi quando ancora non se ne parlava nel resto della Cina agendo da "whistle blower".

La "riabilitazione" parte dal Global Times, uno dei giornali dei Partito comunista cinese considerato di solito nazionalista o voce della linea dura. A decretarla informalmente Zeng Gang, capo epidemiologo del Centro cinese di controllo e prevenzione delle malattie (CCDC), l'organismo in cui tutti sperano oggi, mentre si diffonde il contagio con 7.771 casi conclamati e 170 morti in Cina. (Segue)