Coronavirus, Ricciardi su chiusura scuole: “Provvedimento utile se prolungato”

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Il governo, sulla base delle indicazioni fornite dal comitato scientifico, aveva approvato la chiusura delle scuole e delle università fino al 15 marzo. In seguito è balzata sul web la notizia di una proroga a tale data, smentita poche ore dopo dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. Infine, il parere di Walter Ricciardi, consulente del ministro Roberto Speranza, che sottolinea come la chiusura delle scuole possa essere un “provvedimento utili solo se prolungato“. Facciamo chiarezza.

Coronavirus, Ricciardi sulla chiusura delle scuole

Caos sulla data effettiva di rientro e sulla possibile proroga (smentita dal ministro Azzolina) di chiusura delle scuole: Walter Ricciardi ha espresso la sua opinione sul provvedimento. “I risultati di questa misura”, ha spiegato il docente di Sanità pubblica, “hanno un’evidenza se la stessa misura può essere prolungata nel tempo”. Ma non è chiaro quanti giorni o mesi siano necessari per contenere il contagio.

Anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli segue la stessa linea del comitato scientifico: “Non escludiamo – ha detto – allungamenti della data di chiusura delle scuole, sono pronta a sostenere anche decisioni più radicali pur di fermare il contagio”. Tuttavia, gli esperti non avevano riportato alcuna evidenza sull’efficacia del provvedimento, che non ha appunto fondamenti scientifici oggettivi.

Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore della Sanità nonché componente del comitato scientifico, chiarisce che potrebbe essere introdotta “una proroga della chiusura delle scuole”. Ma, a differenza di quanto annunciato da alcuni quotidiani nazionali, nulla è ancora stato deciso. Tra i favorevoli alla proroga ci sarebbero anche il virologo Roberto Burioni e Massimo Galli, il primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano.

Gli scenari possibili

Il ministero della Salute conosce i dati sulla diffusione del contagio e ha consultato le previsioni sul picco dell’epidemia, predisponendo tre scenari possibili. Di fronte all’allargamento dei casi registrati in Italia, le scuole nazionali stanno organizzando il lavoro della didattica online in vista di un rientro che potrebbe avvenire il 6 aprile o, più in là, il 15 aprile (dopo le vacanze di Pasqua). Tra le visioni dei dirigenti più pessimisti, invece, il rientro a scuola potrebbe slittare addirittura al 4 maggio. Le informazioni ufficiali, comunque, verranno comunicate direttamente dal ministro Lucia Azzolina.