Coronavirus, ristoranti in ginocchio: appello per misure fiscali

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Milano, 25 feb. (askanews) - C'è chi ha un solo tavolo prenotato in tutta la giornata. Chi negli ultimi giorni, in piena emergenza coronavirus, ha visto crollare del 50% le proprie prenotazioni. Il mondo della ristorazione sta subendo un duro contraccolpo dalla diffusione del contagio da Covid 19 e dalla paura che ne consegue. L'associazione italiana Ambasciatori del gusto, che riunisce cuochi, ristoratori, pizzaioli, sommelier, persone di sala, pasticcieri e gelatieri italiani, vede minacciata la sopravvivenza stessa della categoria e lancia l'allarme per le conseguenze di uno "sviluppo ingiustificato della fobia".

"Siamo esposti ad un rischio senza precedenti. Il nostro appello è quindi per un'azione urgente e quanto mai concreta", scrivono in un appello al presidente del Consiglio, al ministro dell'Economia, ai presidenti delle Regioni e ai Sindaci, in cui rivolgono una precisa richiesta: "Chiediamo ai ministri competenti di abolire gli adempimenti tributari nelle regioni colpite da covid-19, ai presidenti di Regione e ai sindaci dei territori coinvolti di concentrare programmi di defiscalizzazione e decontribuzione rivolti alle imprese e ai titolari di partita Iva della filiera; la possibilità di sospensione dall'impiego per i propri dipendenti, per tutto il periodo di interesse, prevedendo l'accesso ai fondi di disoccupazione".

"È doveroso per la nostra nazione - prosegue l'appello già sottoscritto da una ottantina di Ambasciatori del gusto, tra cui nomi del calibro di Enrico Bartolini (tre stelle Michelin), Bobo e Chicco Cerea (tre stelle), Moreno Cedroni (2 stelle) Cristina Bowerman (1 stella), Cesare Battisti, Corrado Assenza - l'aiuto nei confronti di chi è in difficoltà. È strettamente necessario che tutti gli enti e le istituzioni, di ogni ordine e grado, si attivino per preservare dal collasso un comparto che è, di fatto, il fiore all'occhiello di un intero sistema".