Coronavirus, rivolta nelle carceri italiane

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Nelle carceri italiane divampa la protesta per le restrizioni legate all'emergenza Coronavirus. "Poco fa abbiamo appreso della morte di un detenuto avvenuta oggi nel carcere di Modena durante le proteste. Non sappiamo cosa sia accaduto ma chiediamo che vi sia una inchiesta rapida. Temevamo che la tensione stesse crescendo negli istituti di pena e temevamo che ciò potesse portare a delle tragedie. Non sappiamo come sia avvenuta la morte, ma ogni episodio di questo tipo è sempre una tragedia". Così Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.  

"Ribadiamo che, di fronte a una situazione eccezionale come quella che sta vivendo tutto il paese, va spiegato con calma ai detenuti cosa sta accadendo in riferimento alle limitazioni assunte per rispondere all'emergenza coronavirus. Ribadiamo con ancora più urgenza e determinazione che bisogna assicurare loro - in assenza di colloqui visivo - il diritto a comunicare anche giornalmente, telefonando ai propri cari, anche tramite l'utilizzo di skype, nonché la possibilità di uscire in detenzione domiciliare. Vanno assunti tutti i provvedimenti necessari a ridurre la tensione", conclude. 

"E’ un detenuto straniero, extracomunitario, ad avere perso la vita nel carcere di Modena, durante la rivolta posta in essere da una frangia violenta di ristretti”, ha confermato Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri. “Sono in corso accertamenti per ricostruire le esatte modalità dell’accaduto". Il Sappe evidenzia che circa 20mila dei 61mila detenuti oggi in Italia sono stranieri. 

Nella casa circondariale di Pavia, sequestro lampo per due agenti di polizia penitenziaria. La rivolta è scoppiata per protestare contro la stretta ai colloqui disposta nell'ambito delle misure di contrasto all'emergenza coronavirus. A quanto riferisce il Sappe, sindacato autonomo di Polizia penitenziaria, i due agenti sarebbero stati liberati dopo pochi minuti. 

"Da fonti di stampa apprendiamo della tragica morte di un detenuto, per cause da accertare, durante la rivolta che va avanti da oggi pomeriggio presso il carcere di Modena. Peraltro, giungono notizie di ulteriori disordini: Bari, Alessandria, Vercelli, Pavia e Padova solo per citare alcune sedi penitenziarie. Contemporaneamente, sempre secondo fonti di stampa, il Ministro Bonafede con un comunicato avrebbe dichiarato che sarebbe tutto sotto controllo e in fase di risoluzione”. Così, Gennarino De Fazio, per la Uilpa Polizia Penitenziaria nazionale. 

"A questo punto, stando così le cose, sembra lecito chiedersi dove viva il Ministro Bonafede e, soprattutto, se un Paese come l’Italia, se la Giustizia italiana, se il Corpo di polizia penitenziaria meritino tutto ciò. A questo punto – conclude l’esponente della Uilpa Polizia Penitenziaria – facciamo appello accorato al Presidente del Consiglio Conte, cui ci rivolgiamo direttamente e chiediamo di farsi garante della situazione e la convocazione di un incontro urgente su tutte le questioni carcerarie. Perché, è bene dirlo con chiarezza: se è vero – com’è vero – che non si muore di coronavirus, ma con il coronavirus, è altrettanto vero che in Italia si muore di carcere”. 

Proteste dei detenuti anche nel carcere di Frosinone a causa delle limitazioni imposte ai colloqui con i familiari. Sul posto sono intervenuti anche agenti delle altre forze di polizia mentre un elicottero ha sorvolato l'istituto. Una protesta analoga si è verificata ieri nel carcere di Cassino. "Da quando apprendiamo, per ora la situazione è sotto controllo", riferisce il Segretario Generale Aggiunto Cisl Fns Massimo Costantino puntando il dito ancora una volta contro la "cronica carenza di personale di polizia penitenziaria e il sovraffollamento dei detenuti (+94 detenuti)". 

Stoviglie sbattute contro le grate in ferro delle finestre sbarrate, grida, fischi. Anche al carcere Pagliarelli di Palermo va in scena la protesta dei detenuti che sono preoccupati per il Coronavirus. Come accaduto in altre carceri anche a Palermo c’è la rivolta dei carcerati. Al momento la situazione è sotto controllo. Qualche automobilista ha ripreso con il cellulare la scena della protesta. 

"In troppi istituti sta passando un messaggio che non corrisponde alla realtà dei provvedimenti presi. Si parla di blocco dei colloqui mentre nel decreto sono solo sospesi i colloqui diretti fino al 22 marzo, sostituiti se possibile dai colloqui via Skype e dall’aumento delle telefonate. E se passa il messaggio della chiusura totale si crea una situazione che può sfociare in rabbia e violenza", ha detto il garante per i diritti dei detenuti, Mauro Palma, ospite del Tg3, commentando le rivolte scoppiate in alcune carceri italiane. 

"L’interesse è la salvaguardia della salute dei detenuti - ha spiegato Palma - si tratta di una sospensione temporanea perché ci sia il tempo di attrezzare gli istituti in modo diverso, con sale che consentano colloqui nel rispetto delle norme previste".