Coronavirus, rivolta nel carcere di Rieti: morti tre detenuti

Al carcere di Rieti rivolta contro il Coronavirus

Rivolta al carcere di Rieti per il Coronavirus: tre detenuti sono morti, altri sei trasportati in ospedale e si trovano in terapia intensiva, mentre uno di questi è volato in elisoccorso a Roma. La dinamica è riconducibile a quella di Modena: nella giornata dell’8 marzo 2020 diversi carcerati hanno dato fuoco al penitenziario, provocando grossi danni durante la violenta protesta, mentre sei sono morti di overdose.

Rivolta dei detenuti nel carcere

L’infermeria del carcere di Rieti è stata letteralmente presa d’assalto, sottratti metadone e psicofarmaci in quantità tale da uccidere tre prigionieri. L’autorità giudiziaria sta tentando di ricostruire l’accaduto, anche attraverso l’autopsia dei deceduti.

Il motivo delle proteste

Le rivolte che si stanno verificando in questi giorni presso le carceri di tutta Italia, sembrano essere scatenate dalle nuove misure anti Coronavirus adottate dal Governo: sono state sospese le visite di esterni, eppure il sovraffollamento delle strutture viola il divieto di assembramenti, è impossibile garantire il metro di distanza e i contatti nei penitenziari.

Coronavirus: quale tutela per i detenuti?

I detenuti chiedono provvedimenti d’emergenza per lo smistamento su diverse strutture, oppure di intensificare le misure alternative alla detenzione. Durante una protesta presso il carcere di Foggia, cinquanta carcerati sono evasi e ventitré si trovano ancora a piede libero.

Stefano Anastasia, Garante del Lazio, ha parlato delle esigenze nelle carceri italiane durante un’intervista: “Basterebbe cominciare dalla liberazione anticipata speciale o la possibilità di ampliare la detenzione domiciliare“.