Coronavirus, Rossi: Toscana attrezzata contro ogni allarmismo

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Firenze , 10 feb. (askanews) - Nessuna persona ha contratto finora il coronavirus in Toscana e le strutture sanitarie toscane, dai tempi dell'allarme Sars, sono dotate di strumentazioni, in particolare per la funzione respiratoria, che permettono di intervenire subito sul malato e di proteggere dal contagio chi lo circonda. Sono due importanti precisazioni che arrivano dai vertici della sanità regionale, l'assessore Stefania Saccardi e il presidente della Giunta, Enrico Rossi.

La vicenda riguarda quattro turisti che sono passati da Firenze, Siena e Pisa, tra il 26 e il 29 gennaio, e che sono ripartiti per Taiwan dove hanno scoperto di aver contratto la malattia. "Queste persone -spiega Saccardi- sono andate via dalla Toscana il 29 gennaio e quindi siamo quasi alla fine del periodo di incubazione della malattia. Ad oggi non abbiamo registrato alcun caso di malattia accertata. E' presumibile quindi che non ci siano stati contatti infettivi". Oltre tutto, pare che i turisti in albergo "abbiamo girato con la mascherina e quindi ci sentiamo abbastanza tranquilli. Aspettiamo ancora qualche giorno per escludere definitivamente ogni pericolo", conclude Saccardi.

E il presidente Enrico Rossi ricorda che "di coronavirus di per sé non si muore, bisogna vedere che cure vengono approntate e in che tempi". "Non esagererei in allarme -osserva Rossi- è giusto prendere tutte le precauzioni, le misure necessarie per garantire il massimo della sicurezza, ma teniamo presente che per ora nel nostro Paese non è morto nessuno. Laddove invece ogni anno ci sono morti ogni anno prodotti dalla normale influenza, per la quale bisognerebbe estendere la vaccinazione. Noi ci siamo dotati, ai tempi della Sars, di respiratori. Non si muore di coronavirus, di per sé, bisogna vedere come si viene curati. Noi abbiamo 250 respiratori in grado di garantire cure di elevata qualità ".

Nel frattempo, i controlli della Misericordia negli aeroporti continuano e, annuncia Saccardi, "li stiamo ampliando in qualunque luogo ci possano essere arrivi dalla Cina". Insomma l'invito di Saccardi e Rossi è chiaro: preoccuparsi senza fare dell'inutile sensazionalismo.