Coronavirus, scienziati britannici contro Johnson: “Misure non praticabili”

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Sono diversi gli scienziati britannici che si sono scagliati contro il Premier Johnson per le misure messe in atto nel Regno Unito per far fronte all’emergenza coronavirus. Mentre diversi stati europei tra cui Italia e Francia hanno optato per il contenimento tramite la chiusura di ciò che non è essenziale e l’invito a rimanere a casa, l’Inghilterra ha scelto l’immunità di gregge.

Coronavirus: scienziati britannici contro Johnson

I membri della comunità scientifica hanno inviato due lettere aperte al governo dicendosi preoccupati per l’approccio preannunciato. Una l’hanno sottoscritta 198 accademici nell’ambito della matematica e della scienza esortando Johnson ad adottare misure urgenti di distanziamento sociale. Hanno poi definito la strategia che punta all’immunità di gregge un’opzione che non sembra praticabile. Si tratta della circostanza in cui un gran numero di persone sono immunizzate o vaccinate contro un’infezione. Per quanto riguarda però il virus cinese non c’è ancora un vaccino. Una volta che ci sarà e funzionerà tutti coloro che lo avranno ricevuto fungeranno da barriera anti contagio.

L’altra è da parte di 164 scienziati comportamentali che hanno mostrato dubbi sulla tesi espressa dal Premier secondo cui se ai cittadini vengono imposte misure drastiche subito, poi tornerebbero al comportamento precedente.

Resta ora da attendere la reazione di Downing Street e vedere se si allinei agli altri paesi europei o rimanga sulla sua strada. Finora in Gran Bretagna la vita funziona come prima: college e università sono aperte così come tutti i negozi. Johnson si è limitato a consigliare a chi presenta sintomi da influenza o febbre a rimanere in auto isolamento per sette giorni.