Coronavirus, scoperto il sintomo chiave per la diagnosi

Coronavirus, scoperto il sintomo chiave per la diagnosi

L’infezione da coronavirus, nelle sue forme non gravi, presenta somiglianze con altre malattie comuni, come legionella, influenza, polmoniti virali e dispnea da ansia. In base ai sintomi, i medici possono fare una diagnosi differenziale e il momento in cui questa può esser fatta con più accuratezza è dopo che appare la dispnea, o difficoltà respiratoria, unita a diminuzione dell'ossigeno nel sangue.

A metterlo in luce è uno studio pubblicato sulla rivista Mayo Clinic Proceedings basato sull'analisi dei sintomi di oltre un migliaio di pazienti. Spesso, spiegano i ricercatori, "i risultati dei tamponi dei pazienti impiegano giorni ad arrivare. Nel frattempo si può ricorrere a una diagnosi differenziale".

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La polmonite comunitaria da legionella, può presentarsi in modo abbastanza simile a quella da Sars-Cov-2. Tuttavia, inizia con febbre e affaticamento, seguita da tosse e solo più tardi, nei casi più gravi, si aggiunge dispnea, mentre nei pazienti Covid in genere tosse e febbre si manifestano già all'esordio e la dispnea pochi giorni dopo, anche dopo che la febbre è diminuita.

A distinguere la dispnea provocata dall'ansia da quella provocata da Covid è il momento del giorno in cui insorge: nel primo caso tende a manifestarsi a riposo o quando si cerca di addormentarsi, nel Covid invece è costante e peggiora sotto sforzo.

Somiglianze vi sono anche con le polmoniti virali, ma in questo caso la dispnea si associa ad incremento della febbre e a tosse grassa, mentre in quella da Covid si ha un peggioramento della dispnea senza catarro.

La differenza tra influenza stagionale e Covid, infine, può non vedersi nelle fasi iniziali, ma la dispnea nel primo caso è rara e quando appare, in genere dopo il quarto giorno, tende a migliorare velocemente.

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