Coronavirus, scoppiano rivolte nelle carceri: sei morti a Modena

Coronavirus: nelle carceri rivolte e proteste

Nella giornata di ieri, 8 marzo 2020, sono scoppiate numerose rivolte nelle carceri italiane per via del Coronavirus. Il DPCM emanato dal Governo ha scatenato le ire di numerosi detenuti, sfociate in proteste e tentativi di evasione. A spaventare, sarebbe anche il sovraffollamento delle strutture, decisamente non in linea con le norme, e l’impossibilità di garantire le distanze. Nel carcere di Modena, sei prigionieri sono morti per overdose da uso di stupefacenti come oppioidi e benzodiazepine.

Rivolte nelle carceri italiane

A dare il via alle rivolte è stato il penitenziario modenese, quando nel primo pomeriggio i detenuti si sono barricati all’interno e hanno appiccato dei fuochi per protestare contro le misure di prevenzione anti Coronavirus prese dal Governo. Durante i tentativi di sedare i disordini, due agenti sono rimasti lievemente feriti. Settanta detenuti sono stati trasferiti, di cui quarantuno ad Ascoli Piceno.

A Pavia, nella casa circondariale Torre del Gallo, sono stati presi in ostaggio e picchiati violentemente due poliziotti della Penitenziaria. I detenuti hanno poi liberato decine di carcerati rubando le chiavi delle celle agli agenti. Sembra che la motivazione scatenante sia stata il divieto di visite dei parenti, sempre per via delle nuove regole del DPCM.

Il Coronavirus scatena proteste

In Lombardia, al carcere San Vittore di Milano una quindicina di detenuti si sono arrampicati sul tetto per protestare. Alle finestre della struttura hanno appeso carta e pezzi di stracci, per poi dargli fuoco. La stessa dinamica si è ripetuta presso il penitenziario di Foggia, in Puglia, dove alcuni carcerati sono saliti sul tetto dell’edificio, mentre altri hanno rotto delle finestre e appiccato fuochi all’ingresso.

Carcere di San Vittore: detenuti protestano

Le rivolte per protestare contro il divieto di visite hanno visto coinvolte anche le carceri di Napoli, Frosinone, Vercelli, Salerno, Bari, Verona e Alessandria. Presso queste ultime due, diversi detenuti sono morti per overdose da psicofarmaci, con l’intento di suicidarsi.