Coronavirus, sequestrate a Roma oltre 700 mascherine non sicure

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Roma, 14 mar. (askanews) - Numerose mascherine, prodotte "artigianalmente" da una sartoria di Roma del quartiere Portuense, erano pronte ad essere messe in commercio, sebbene non conformi alla normativa comunitaria e nazionale poiché sprovviste del marchio di qualità CE. Il titolare dell'attività, che aveva addirittura pubblicizzato la vendita dei manufatti, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Roma per frode in commercio dalle Fiamme gialle del 3° Nucleo Operativo Metropolitano della Capitale.

E' questo un episodio emerso dall'attività della Guardia di finanza per contrastare i comportamenti illegali e fraudolenti che sfruttano l'attuale emergenza sanitaria determinata dal "Covid-19". In una farmacia della zona di Guidonia Montecelio, al cui esterno era esposto un cartello con l'indicazione "maschere esaurite", i finanzieri del Gruppo di Tivoli hanno rinvenuto e sequestrato 228 dispositivi della specie che venivano venduti al prezzo di 35 euro l'uno, cinque volte superiore al valore di acquisto.

Per il titolare e tre suoi dipendenti è scattata la segnalazione all'Autorità Giudiziaria di Tivoli per il reato di "manovre speculative su merci", con conseguente richiesta di assegnazione dei dispositivi alla Protezione Civile, affinché siano utilizzati dagli operatori chiamati a gestire l'emergenza. Altre 480 mascherine non in linea con gli standard di sicurezza sono state scovate da militari della Compagnia di Frascati in una rivendita alla Romanina, acquistate "in nero" e occultate sotto il bancone. Anche in questo caso l'esercente è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Roma.

Sono in corso indagini per risalire all'origine della "filiera" illegale. Dall'inizio dell'emergenza, sono state centinaia le attività commerciali di Roma e provincia controllate dalla Guardia di Finanza per verificare la corretta esposizione dei prezzi al pubblico e sventare ogni possibile pratica speculativa, commessa approfittando dell'aumento vertiginoso della domanda di mascherine e disinfettanti. L'attività rientra nel più ampio dispositivo di contrasto agli illeciti ai danni dei commercianti e dei cittadini onesti, soprattutto in un momento delicato come quello attuale.