Coronavirus: Sgb Humangest, ha cambiato competenze richieste da aziende

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Coronavirus: Sgb Humangest, ha cambiato competenze richieste da aziende
Coronavirus: Sgb Humangest, ha cambiato competenze richieste da aziende

Milano, 5 nov. (Labitalia) – Logistica, cleaning, infermieri e agenti commerciali. Sono questi i settori nei quali la ricerca di profili professionali è notevolmente aumentata. A dirlo, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, Gianluca Zelli, amministratore delegato SGB Humangest, gruppo interamente italiano specializzato nei servizi di consulenza alle imprese e nella ricerca, selezione, formazione e gestione delle risorse umane.

"Le richieste che stiamo ricevendo – afferma – sono conseguenza diretta dell’attualità del mercato del lavoro: un mercato fortemente condizionato dalla situazione di emergenza sociale e sanitaria che impone alle aziende di ripensare il proprio business, implementando nuovi processi digitali e inserendo personale destinato allo svolgimento di attività ritenute prima non essenziali. Sono appunto quattro i settori nei quali la ricerca di profili professionali è notevolmente aumentata".

"Il settore della logistica, – spiega – in particolare quello della gdo, vede una sempre maggiore richiesta di figure quali addetti alle consegne, al carico/scarico delle merci e alla preparazione delle stesse. Tale aumento è dovuto all’incremento delle attività di e-commerce e delivery, anche con vista sulle imminenti festività natalizie, che vedono i consumatori ormai molto più propensi a riempire 'carrelli di spesa virtuali', con conseguenze positive per il fatturato dei più grandi player del commercio elettronico e per il relativo indotto".

L'ambito del cleaning "vede un significativo aumento delle ricerche di addetti specializzati nella sanificazione degli ambienti da Covid-19 ma anche, più in generale, di personale volto ad assicurare la pulizia giornaliera di ambienti e postazioni di lavoro. Nella sanità la ricerca di infermieri e oss non si è mai fermata in questi mesi e segue una curva, purtroppo viste le circostanze, in costante crescita".

"Rimangono poi attive e corpose – osserva Gianluca Zelli – alcune ricerche sempre valide di profili medio-alti, come quelle di agenti commerciali. E' un periodo di grande movimento per queste figure, per certi versi ambivalente. Se da un lato le aziende tendono a investire nella ricerca di talenti per ripartire, d’altra parte non è facile accogliere profili che richiedono retribuzioni talvolta anche importanti in un momento così delicato, soprattutto in qui settori ritenuti dai consumatori meno essenziali".

"Abbiamo riscontrato – avverte – un utilizzo sempre più frequente della somministrazione da parte delle aziende. Un incremento dovuto in parte ad un saving sui costi collegato alla temporalità del contratto, ma soprattutto al fatto che questa tipologia contrattuale permette di rispondere con rapidità a richieste di inserimento non sempre semplici per qualità, nel caso di mansioni più specialistiche, o per quantità, dovendo far fronte a inserimenti massivi collegati a picchi di produzione. In un mercato così fluido, un'agenzia per il lavoro come Humangest rappresenta il partner ideale e strategico per le aziende, che grazie al nostro supporto riescono a smarcare velocemente entrambi gli aspetti in gioco".

Gianluca Zelli sottolinea poi che "il processo di ricerca e selezione ha subito una vera e propria rivoluzione digitale con la pandemia. Anche se l’attività di ricerca e selezione era già interessata da tale evoluzione, il Covid ha innescato un’accelerazione decisiva in tal senso. Tutti gli step della selezione avvengono oggi quasi esclusivamente in modalità digitale: dalla fase di iscrizione del candidato, che non si presenta più fisicamente in filiale ma predilige la candidatura online, ai video colloqui. Questo si riflette anche su tutta la parte B2B, nel rapporto fra Agenzia per il lavoro e azienda cliente, dato che tutto avviene ormai in digitale: riunioni, scambio e firma documenti, tutto".

"Il Covid – ammette – ha cambiato le carte in tavola e le aziende che non sono in grado di adattarsi ad uno scenario così incerto e mutevole rischiano di pagare caro. Sono abituato a essere sempre ottimista e credo che per superare questa fase serva un po’ di 'sana follia' da parte di tutti, a partire dagli imprenditori. Penso alla mia azienda: a giugno 2020, con la pandemia già in corso, il nostro gruppo ha fatto un passo deciso verso un percorso di internazionalizzazione dei servizi nell’est Europa passando dalla sola Romania, dove siamo presenti dal 2007, a ben 7 altri paesi dei Balcani".

"L'area del Sud-Est Europa – ricorda – è una zona costituita da Paesi che rappresentano una formidabile rete di opportunità per le imprese italiane. Questi Stati hanno un pil crescente, con una media di circa il 4% all’anno, una popolazione complessiva di oltre 120 milioni di abitanti e un mercato con consumi interni molto alti. In una congiuntura internazionale che vede le esportazioni dover fare i conti da un lato con i dazi e dall’altro con la chiusura dei mercati, avere dei mercati europei di libero scambio senza dazi è una grande opportunità per le aziende".