##Coronavirus si allarga al Nord: 46 contagiati in Lombardia

Lzp/Ska

Milano, 22 feb. (askanews) - Sono 46 i casi accertati di Coronavirus in Lombardia, inclusa la donna anziana deceduta in casa a Casalpusterlengo. In serata è arrivata la conferma del primo caso alle porte di Milano: un paziente di Sesto San Giovanni ricoverato al San Raffaele è risultato positivo. Sono attualmente in corso le indagini per ricostruire le modalità del contagio e capire se questo caso sia o meno riconducibile al focolaio del basso lodigiano.

Per far fronte all'emergenza i vertici di Regione Lombardia hanno effettuato una conference call con il tavolo operativo del governo dedicato al Coronavirus per chiedere misure da adottare nei territori interessati, in aggiunta all'ordinanza disposta venerdì dal ministro della Salute Speranza con il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. Il governo riunito in Cdm darà le proprie indicazioni in serata. Intanto oggi si è svolto a Milano un Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza in cui il Prefetto Renato Saccone ha tentato di rassicurare i cittadini: "Non ci sono emergenze tali da farci pensare a provvedimenti di chiusura di servizi. E' importante però andare a una riduzione delle relazioni sociali e rinviare tutto ciò che può essere rinviato. Molte imprese e uffici pubblici potranno fare ricorso al telelavoro e ridurre la mobilità", ha spiegato invitando in caso di sospetta malattia a chiamare il 112 e a non recarsi al pronto soccorso. Domani alle 10 si riunirà nuovamente il Comitato provinciale per fare il punto alla luce anche delle indicazioni che arriveranno dal governo. Per ora, ha confermato il sindaco Giuseppe Sala, i servizi e gli uffici restano aperti.

L'assessore al welfare di Regione Lombardia, intanto ha definito il virus "molto contagioso, circa il 13% dei 290 tamponi sono risultati positivi", escludendo però che al momento si possa parlare di pandemia. Insieme al ministero della Difesa sono stati individuati i luoghi in cui mettere in osservazione e in quarantena chi è entrato in contatto con i malati: sono una caserma di Piacenza e l'ospedale militare di Baggio a Milano. Ma ha definito "insufficienti" le aree che possono accogliere fino a 180 persone e quindi si procederà con l'individuazione di altre strutture, anche non militari. Quanto al sospetto paziente "zero", il manager rientrato dalla Cina che ha cenato con il paziente 1 a fine gennaio, è ricoverato all'ospedale Sacco dove sono in corso accertamenti per verificare se abbia sviluppato gli anticorpi e se possa essere quindi considerato all'origine del focolaio. Fra i familiari del sospetto paziente zero, ha spiegato sempre Gallera, è stato ricoverato il cognato, risultato positivo, ma non avrebbe avuto significativi contatti sociali.