Coronavirus, sindaco Castiglione infuriato per fine zona rossa

Asa

Milano, 9 mar. (askanews) - I 14 giorni di restrizioni da zona rossa non sono stati certo leggeri per gli abitanti di Castiglione d'Adda, la "Wuhan d'Italia", il comune del Lodigiano che percentualmente ha finora pagato il prezzo più caro del Coronavirus: 134 contagiati e 26 morti su 4.600 abitanti. Eppure il dpcm che dalL'8 marzo ha diluito l'ex zona rossa in una grande zona arancione lombarda con sconfinamenti in altre regioni, non è stata accolta affatto bene dal sindaco, Costantino Pesatori, che come il collega di Codogno ha evidenziato il rischio di vanificare gli sforzi fatti dai propri concittadini dal 23 febbraio.

"Sono incavolato nero, non condivido la scelta fatta, rischiamo di vanificare il sacrificio che abbiamo fatto. Qui c'è ancora parecchia gente ammalata, tutti possono essere potenzialmente essere contagiati, c'è il rischio che si allerghi il contagio" ha detto a askanews il primo cittadino di Castiglione.

A suo parere "la scelta migliore sarebbe stata una ripresa graduale delle attività economiche, da fare con tutte le precauzioni del caso, invece siamo passati da un estremo all'altro, ha prevalso l'interesse economico su quello sanitario".

"Eravamo l'epicentro di tutto, un ulteriore riguardo per l'ex zona rossa ci voleva, prevedendo magari qualche allentamento delle restrizioni per le attività produttive" ha continuato Pesatori. C'è però anche una buona notizia per gli abitanti di Castiglione, cioè l'imminente arrivo in paese di un medico in supporto a quelli già attivi. "Dovrebbe arrivare domani e gli altri sono rientrati dalla quarentena" ha concluso il sindaco.