Coronavirus: sindaco Messina, 'vergognoso assistere a proclami di Governo'

Coronavirus: sindaco Messina, 'vergognoso assistere a proclami di Governo'

Palermo, 22 mar. (Adnkronos) – “Siamo in attesa del nuovo provvedimento del Presidente del Consiglio, annunciato ieri sera in diretta pur non essendo ancora pubblicato: questa è l’Italia degli annunci. Tutto ciò mi fa arrabbiare perché lo scorso 11 Marzo, con l’ordinanza n. 60, contemplavo tutte le restrizioni che invece adesso stanno attuando". A riferirlo è il sindaco di Messina, Cateno De Luca, a seguito dell’annuncio del Premier Giuseppe Conte, che anticipa l’introduzione di nuove misure restrittive di contrasto al Covid-19. "Non solo, mi hanno fatto rimangiare parte di quanto contenuto in tale ordinanza, in quanto il sindaco non può attentare alle libertà costituzionali, perché questo mi è stato contestato. Questa è l’Italia dell’alta burocrazia, in cui la forma è più importante della gente che muore – dice – Noi che siamo in trincea, che dobbiamo dare riscontro a quelle che sono le legittime paure della gente, cosa dovremmo fare? L’ennesimo provvedimento locale, sempre che le nuove disposizioni del Primo Ministro usciranno? Quando mai si annunciano le cose e poi si fanno provvedimenti. Ma che Italia è questa? Una Repubblica delle banane? Non si può continuare così. Chi sta al timone è indeciso e ci fa sbandare in continuazione”.

“Da primo cittadino è vergognoso che si debba assistere a proclami del Governo – continua il sindaco peloritano – regolandoci di conseguenza pur non essendoci ancora un documento ufficiale che annulla o integra quelli precedenti. Ecco perché poi si arriva all’esasperazione. Stiamo comunque preparando il nostro provvedimento di adeguamento, ma la finiscano a turno di emanare decreti per fare impazzire i sindaci e la cittadinanza. Il Ministro Speranza non si può svegliare e dire che è consentito fare il giro del palazzo. Ma siamo pazzi? Noi facciamo di tutto per fare stare la gente dentro e lei la fa uscire? Ministro revochi tale porcheria".