Coronavirus, skipper fermi in Tunisia: "Nessun sintomo, ma quarantena inevitabile"

"Un'altra notte passata senza elettricità e quindi senza riscaldamenti ma per fortuna da stamattina l'approccio delle autorità tunisine nei nostri riguardi è migliorato. Fin dalle prime ore del mattino il personale portuale si è adoperato ad allacciarci alla rete elettrica e a fornirci acqua". Così Luca Vitiello e Sergio Monteforte, i due skipper italiani bloccati da domenica scorsa a bordo della loro barca a vela nel porto di Monastir, in Tunisia, a causa dell'emergenza coronavirus."Poco fa - aggiungono - un medico seguito dalle autorità portuali ci ha raggiunto per sottoporci a una visita medica eseguita mediante la semplice rilevazione della temperatura corporea, temperatura risultata nei valori di riferimento. Nessuno stato influenzale, quindi, ma nonostante questo la quarantena sembra ancora inevitabile. La buona notizia però è che questo soggiorno forzato lo possiamo passare a bordo del Katmandu e non in una struttura ospedaliera a nostre spese come paventatoci nei giorni scorsi fornendoci come alternativa solo quella di lasciare il porto. Detto questo ci hanno trovato un ormeggio definitivo dove ci siamo appena spostati"."Ringraziamo vivamente chi ha contribuito a migliorare la nostra condizione - concludono Luca e Sergio - in special modo al consigliere Mauro Ferri per aver preso a cuore il caso divulgandolo, alla dottoressa Angela del consolato locale per il supporto fornito, ai connazionali presenti sul posto nelle persone di Matteo Schiavone e Antonello D'Eusebio e rispettive famiglie per la fratellanza mostrata e per averci fornito beni di prima necessità. Un ringraziamento infine va alle autorità tunisine per la ragionevolezza e l'umanità ritrovata".