Coronavirus, Snami: ordinanza vaga su compiti giovani medici

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Roma, 3 feb. (askanews) - Il sindacato autonomo commenta la richiesta del Ministero della Salute nei confronti dei giovani medici in formazione in medicina generale di collaborare nelle sedi aeroportuali di Malpensa e Fiumicino come ausilio sul campo per le "Misure profilattiche contro il nuovo Coronavirus".

"Siamo consapevoli della necessità di medici legata allo stato di emergenza" dichiara Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami, "ma l'ordinanza del Ministero risulta vaga e poco chiara su quale compito avranno i giovani medici ed inoltre non sono stati specificati i criteri di selezione dei professionisti che riceveranno gli incarichi di collaborazione".

"I colleghi disponibili potranno avere degli incarichi della durata massima di 90 giorni", spiega Federico di Renzo, vice coordinatore giovani medici Snami, e le ore svolte in aeroporto saranno considerate utili al raggiungimento del monte orario previsto dal corso. Sorge per noi forte il dubbio che l'attività di sorveglianza sulla diffusione del virus possa essere equiparata alla formazione in medicina generale".

Interviene anche il vicesegretario nazionale Snami, Simona Autunnali "Sembra che i colleghi che si impegneranno per la salute pubblica dei nostri cittadini in questo progetto vedranno la già esigua borsa di studio decurtata e non sappiamo come sarà utilizzato il disavanzo in quanto i fondi sono stanziati e dedicati. Sarebbe utile lasciare gli emolumenti della borsa e aggiungere quelli maturati dall'attività di lavoro nel progetto Ministeriale".

"Abbiamo chiesto chiarimenti in merito a tutto il progetto alla federazione degli ordini dei Medici", aggiunge Vincenzo di Pietro, vice coordinatore giovani medici Snami, "che sarà il tramite tra il Ministero, le regioni e la componente medica, sollecitando vigilanza sulla dignità della nostra professione , garanzia e rispetto del nostro percorso formativo".

"Siamo molto preoccupati da questo continuo e perseverante modus operandi della politica italiana", conclude Angelo Testa "che seppur nello stato di emergenza, risulta sempre frettolosa, poco lungimirante e con le idee 'non chiarissime'".